Società

Pubblicato il 6 Luglio 2026 | di Antonio La Monica

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Una Medea feroce e contemporanea al Castello di Donnafugata

Nella suggestiva cornice del Castello di Donnafugata, la solennità della parola millenaria incontra la celebre scalinata per trasformarsi in carne e gesto teatrale. La rappresentazione della Medea di Euripide, messa in scena dagli studenti del Liceo Classico dell’Istituto “G. B. Vico – Umberto I – Gagliardi”, con la guida del regista Giuseppe Ferlito ha letteralmente travolto il pubblico, restituendo l’essenza più pura e disturbante del tragico greco. Sotto la direzione lungimirante della dirigente Nunziata Barone, l’operazione ha dimostrato come la classicità sia una materia viva e speculare alle nostre inquietudini contemporanee.

Guidati dalla sapiente regia di Giuseppe Ferlito e dalla docente tutor Maria Grazia Di Bartolo, i giovani attori hanno offerto una prova di straordinaria intensità. Ne è emersa una Medea volutamente sopra le righe, sopraffatta da un’isteria lucida che l’ha resa spaventosamente contemporanea. Medea è una tragedia che disturba, trasmette inquietudine e conduce a una catarsi autentica. A incarnare questo demone di passione e ribellione è stata un’Anna Interlandi magnetica: la sua presenza scenica, la sua particolarissima voce splendidamente umana e riconoscibile, ha lasciato il pubblico senza fiato.

Accanto a lei, l’intero corpo attoriale ha retto con fiero rigore il peso del testo euripideo. È soprattutto la componente femminile a mostrare una maturità espressiva e una preparazione degne di una scena professionale. Magnifico l’essere in scena della nutrice interpretata da Felicia Prestana.

Ma assolutamente di rilievo tutte le prestazioni con particolare attenzione per le ottime e solide interpretazioni di Giasone e Creonte. Un punto di forza d’eccezione è stato rappresentato dai costumi dell’indirizzo Sistema Moda, creati con maestria dalla prof.ssa Barbara Zisa e dalle sei studentesse, capaci di aggiungere bellezza, identità e una straordinaria potenza visiva a ogni movimento coreutico.

Il successo dello spettacolo, salutato dal vivo entusiasmo della preside e dalla totale gratificazione di un pubblico conquistato e in piedi per l’applauso finale, risiede proprio in questo sforzo corale. Al di là dell’indiscutibile valore estetico, il significato più profondo di questa messinscena risiede nel solco indelebile che lascerà nella memoria dei ragazzi. Si tratta di un’esperienza interiore totale, un fiero corpo a corpo con il mito che premia l’impegno di mesi e che conferma il valore immenso del teatro scolastico, quando è guidato da una visione eccellente.

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Autore

Giornalista professionista presso “La Sicilia”.



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