Un’aula, un cuore! Insegnanti di Religione all’incontro con Papa Leone
Mentre l’anno scolastico consegna la chiusura delle lezioni, i ricordi rimangono indelebili per gli insegnanti di religione che hanno partecipato all’udienza con Papa Leone XIV nell’ambito del 3° Meeting Nazionale organizzato a Roma sul tema “Il cuore parla al cuore”, ispirato al celebre motto di San John Henry Newman.
Nel suo intervento, il Papa ha rivolto agli educatori parole profonde e incoraggianti, invitando a essere capaci di parlare al cuore dei giovani e di aiutarli ad ascoltare la voce interiore che troppo spesso rischia di essere soffocata dai rumori e dalle distrazioni del nostro tempo. Ha sottolineato come educare non significhi fornire risposte preconfezionate, ma accompagnare gli studenti nella ricerca della verità e nella scoperta di ciò che dà significato alla loro vita.
Le sue parole hanno richiamato il valore della scuola come luogo privilegiato di incontro, dialogo e crescita, dove fede e ragione possono camminare insieme e dove ogni alunno possa sentirsi accolto, valorizzato e sostenuto nel proprio percorso umano e formativo. Il Santo Padre ha inoltre ricordato che l’insegnante è chiamato non solo a trasmettere conoscenze, ma a essere una presenza credibile e significativa, capace di educare con passione, competenza e autentica attenzione alla persona.
La delegazione dei 21 insegnanti della diocesi di Ragusa presenti nella sala Paolo VI ha voluto condividere le emozioni di un incontro speciale.
«L’auditorium quel giorno non era solo un luogo – ricorda Concetta – Era un abbraccio di pietra e luce, carico di storia, di parole pronunciate da papi e di silenzi ascoltati da migliaia di pellegrini prima di noi. In quel momento ho sperimentato ancora una volta cosa significa essere Chiesa: non un’istituzione astratta, non una sigla su un documento, ma l’essere insieme, riconoscersi nel volto dell’altro, sentire che la propria voce fa parte di un coro più grande. Nella Sala Paolo VI una folla di persone che fanno esattamente quello che faccio io, ogni giorno, tra i banchi, tra le domande scomode dei nostri ragazzi; poi l’eco delle parole di Papa Leone: “Carissimi, la verità passa attraverso le persone, e per i vostri studenti tali persone siete anche voi, chiamati a farvi maestri credibili perché innamorati di Dio e di loro!”. Sentirle non è stata solo emozione; è stato qualcosa di più antico. Come se in quel momento tutto quello che insegno, la comunità, l’incontro, la presenza di Dio nelle relazioni umane, fosse diventato improvvisamente reale davanti ai miei occhi».
Tanti volti, tante esperienze tante vite che gremivano l’aula Nervi. «Li guardavo – scrive Simonetta – e pensavo che era tutta gente con cui potevo condividere quanto è difficile il nostro lavoro». Gli fa eco Carmela: «Dopo un’attesa carica di trepidazione, l’incontro con il Papa è stato un momento di profonda gioia e commozione, condivisa con tutti i colleghi arrivati dalle altre Diocesi d’Italia. Le bellissime parole del Papa ci hanno toccato profondamente, lasciandoci un forte stimolo a continuare la nostra missione educativa con i ragazzi con passione e speranza».
E proprio passione e speranza sono i temi con cui Papa Leone ha scaldato il cuore dei docenti. «Non si è trattato di un semplice incontro formale, – ricorda Maria Rita – ma trasmissione di una vera e propria carica emotiva, capace di lasciare un segno profondo nella memoria e nel cuore di ogni presente. L’umanità fin dai primi gesti profusa dal Papa è stata disarmante e, prima di ogni parola, la sua presenza ha comunicato un’armonia contagiosa capace trasformare ogni ansia in una profonda pace interiore, emozione e gioia per l’incontro. Le sue parole, pronunciate con fermezza e dolcezza, hanno richiamato un grande bisogno di speranza, un forte senso di responsabilità verso gli altri e la ricerca di un senso più alto».
Cristina ha messo in relazione due incontri speciali: «Avevo solo 19 anni e ricordo il viaggio in treno, le notti in sacco a pelo, le cantate a squarciagola per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1991 a Czestochowa e l’emozione di incontrare Giovanni Paolo II. Oggi con una maturità diversa, l’incontro con Papa Leone che ci invita ad essere noi stessi con coraggio. Dopo 23 anni di servizio, nell’anno dell’immissione in ruolo, questo incontro ha dato nuovo entusiasmo per il mio lavoro e la speranza che la mia presenza tra i banchi, nei corridoi ovunque porti il messaggio di amore di Gesù con la mia vita più che con le parole».
Delizia che ha partecipato al primo Meeting nel 2009 sul tema “Non mi vergogno del Vangelo” con papa Papa Benedetto XVI, rinnova il suo entusiasmo nell’incontro con Papa Leone XVI: «ho sentito un forte richiamo dello Spirito a partecipare e risuona in me l’incoraggiamento rivolto ai docenti ad essere “servitori del mondo”. Sento questo richiamo ogni giorno nel mio lavoro di docente IRC: coltivare semi di bellezza e speranza in ogni volto di bambino che incontro».
Anche per Sabina si è trattata di un’esperienza intensa e arricchente, «che rinnova l’entusiasmo per il servizio educativo e rafforza la consapevolezza di quanto sia importante vivere ogni giorno la scuola come uno spazio di ascolto, di ricerca della verità e di autentica cura delle nuove generazioni».
Il Papa ha invitato i docenti a rinnovare la percezione del proprio ruolo, trasformandolo da semplice professione a missione di vita. Parole raccolte con entusiasmo da Elena: «il Pontefice ci lascia in eredità uno sguardo nuovo, che continua a vibrare tutt’oggi come una sfida gentile ma ferma: tornare in aula con un forte desiderio di autenticità parlando al cuore dei ragazzi. La risonanza più profonda è stata la certezza che, anche nelle aule più difficili, il seme gettato con autentica umiltà e credibilità ha una sua forza nascosta, capace di germogliare nel tempo. Il tema “Cor ad cor loquitur” si trasforma in vita feconda: un punto fermo a cui tornare ogni volta che la routine scolastica rischia di spegnere l’entusiasmo, ricordando che ogni insegnante è un “ricercatore di sapienza” chiamato a far vibrare e a parlare a propria volta, al cuore dei nostri ragazzi».
Il Santo Padre ha invitato i docenti a fare del servizio educativo un «trampolino di lancio da cui i ragazzi possono imparare a tuffarsi nell’affascinante avventura del dialogo interiore». «Ciò mi ha donato l’entusiasmo – ricorda Simona – dinanzi alle sfide di ogni giorno e la conferma di quel che ritengo importante nella nostra professione ovvero formare alla capacità di pensiero critico, seminare, con pazienza, senza pretendere risultati immediati. Porterò nel cuore l’esortazione di Papa Leone ad essere “inviati come coreografi della Speranza, ricercatori infaticabili della Sapienza e artefici credibili di espressioni di bellezza”. Questa esperienza ci ha permesso di riconoscere nella scuola un luogo di formazione alla libertà interiore e all’ascolto del cuore».
A conclusione dell’udienza il Papa ha salutato passando tra la folla. Coglie l’emozione Stefania: «Ritrovarsi in una marea di colleghi insegnanti di religione, con alcuni dei quali ho condiviso e continuo a vivere una sincera amicizia, è stato un dono immenso. Ma ciò che custodirò più gelosamente nel cuore è lo stupore di mia figlia, che si professa a volte “atea”, ma le cui mani tremanti hanno sfiorato quelle del Papa, in un desiderio di incontro: ciò mi fa ben sperare per lei e per i nostri giovani!».
Da un’aula gremita, le parole di Papa Leone hanno parlato al cuore dei docenti di religione e acceso il desiderio di amare la missione educativa che accende speranza, suscita ricerca e coglie sguardi di bellezza in ogni studente.
