La salute si coltiva anche al lavoro
Nel corso della sua vita una donna su 8 può incorrere in una diagnosi di carcinoma della mammella, la forma di tumore più frequente tra le donne in Italia. Tra le prime cause di mortalità (più di 13 mila decessi nel 2018), il 30% di tutti i tumori femminili.
Nel 2020 però, nonostante i casi siano stati 55 mila, quasi il 54% degli screening è stato rimandato o trascurato a causa dell’emergenza Covid 19. Se è vero che i tassi di mortalità per tutti i tumori in Italia nel 2021 sono decisamente più bassi rispetto alla media europea (nel corso degli ultimi sei anni sono diminuiti del 9,7 per cento negli uomini e dell’8 per cento nelle donne) è pure vero che screening mancati rimangono una grande spina nel fianco in questo momento storico segnato dalla pandemia.
In tale contesto il direttivo di Confagricoltura Ragusa ha stipulato una collaborazione con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa per l’avvio di una serie di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei tumori a partire dal tumore al seno.
Diverse aziende agricole associate a Confagricoltura hanno aderito all’iniziativa, avviando degli incontri con le dipendenti che, dopo aver preso tutte le informazioni, hanno potuto prenotare direttamente in azienda uno screening.
Un’esperienza ed una collaborazione che ci consente un paio di seppur brevi riflessioni.
Dapprima come iniziative ed incontri di questo tipo pongano basi sul valore più generale di curare al meglio i rapporti e le sinergie istituzionali e territoriali, aprendo la strada a collaborazioni più ampie. Non dobbiamo e vogliamo dimenticare dal nostro punto di vista che tutte le aziende sono già esse “piccole comunità”, ma inserite in una comunità più ampia, una comunità territoriale che deve essere coesa nel raggiungimento di una migliore qualità della vita e del lavoro di tutti. Imparare a prendersi cura è un dovere verso noi stessi e verso chi cammina accanto a noi o verrà dopo di noi.
Una seconda riflessione è che queste iniziative ci portano più avanti: ad impegnarci e investire su un’immagine più etica e sostenibile delle nostre aziende che allontani da noi quei pregiudizi sulle aziende agricole del ragusano, in realtà capaci di vedere oltre il profitto le persone, vera chiave del successo, attente ai temi di sostenibilità e responsabilità sociale.
L’azienda floricola La Mediterranea, di Acate, leader europea nella produzione di crisantemo programmato a ciclo continuo, è stata l’azienda che ha dato il via a questi incontri cui hanno partecipato il direttore generale dell’Asp 7 Angelo Aliquò, i medici Giuseppe La Perna e Marco Ambrogio, rispettivamente coordinatore e chirurgo della Breast Unit di Ragusa. Presenti naturalmente anche il presidente di Confagricoltura Ragusa Antonio Pirrè e il medico aziendale Valentina Costanzo.
Come Confagricoltura Ragusa, anche alla luce di questi valori sociali, siamo certi che proseguire questa collaborazione anche con altre campagne di sensibilizzazione sia la giusta strada per l’apertura verso l’altro, l’inclusione e l’orientamento al bene comune.
Paola Gurrieri
