Cultura Armonie Sacre tra i sentieri dell'anima concerto concerti per organo

Pubblicato il 28 Aprile 2022 | di Redazione

Armonie Sacre tra i sentieri dell’anima

La Diocesi di Ragusa, da sempre molto attenta alla promozione e alla valorizzazione culturale e artistica del patrimonio sacro di cui è ricca, ha promosso tramite l’Ufficio per la pastorale della cultura un percorso musicale per Organo, curato dal M° Diego Cannizzaro, già ospite in passato presso la Diocesi.

Il programma prevede un ciclo di quattro concerti, di cui i primi due si sono tenuti il 17 e il 18 marzo a Vittoria, nella Basilica di “S. Giovanni Battista” e a Comiso nella Chiesa di “S. Maria delle Stelle”, mentre gli ultimi due avranno luogo il 19 maggio presso la Basilica “S.Maria La Nova” a Chiaramonte Gulfi e il 20 maggio presso la Chiesa “Anime Sante del Purgatorio” a Ragusa Ibla.

Intima e sentita è stata la partecipazione di fedeli, appassionati e curiosi nel corso delle due serate dello scorso marzo, in cui gli abili tocchi del M° Cannizzaro hanno saputo far vibrare le corde dell’anima e non solo quelle degli antichi strumenti, che in tal modo hanno potuto risuonare al meglio.

La preziosità di questi incontri musicali fortemente voluti dalla Diocesi, oltre che risiedere nella fruizione di armonie barocche e neoclassiche, modulate tramite i pregiatissimi organi sette-ottocenteschi conservati nelle Basiliche e nelle Chiese ospitanti, sta anche nel corredo esplicativo con cui il M° Cannizzaro ha accompagnato gli ascoltatori, per un miglior godimento, più profondo e consapevole, dei brani affrontati.

I primi due concerti sono stati pensati dal maestro come un percorso unico tra i due strumenti di Vittoria e di Comiso attraverso i secoli Seicento e Settecento.

A partire dal concerto del 17 marzo, il maestro ha presentato l’organo che avrebbe suonato, non come mero strumento, ma come vero protagonista della serata.

Nell’ultima campata della navata centrale, sulla cantoria a sinistra, è ubicato l’organo di Vittoria montato nel corso dell’età barocca, intorno al 1748 dal sacerdote Donato del Piano, ovvero il miglior organista dell’epoca nella Sicilia orientale. Il medesimo autore ha realizzato nello stesso periodo l’organo della Chiesa di “Santa Maria delle Stelle” di Comiso e nel 1763 costruì l’organo della Chiesa di “San Nicolò l’Arena” a Catania.

Il maestro ha poi spiegato, nel suo excursus storico, come funzionava una liturgia nel Settecento e nell’Ottocento: il principio è il canto Gregoriano che veniva rielaborato. I brani selezionati ed eseguiti dal M° Cannizzaro nel corso della serata attingono al repertorio del ferrarese Frescobaldi, massima autorità organista del Vaticano e alle musiche del napoletano Giovanni Salvatore, erede contemporaneo di Frescobaldi, compositore di messe per organo. La musica di Frescobaldi, romano di adozione, risente della fusione tra la tradizione settentrionale e quella meridionale, poiché conobbe entrambe le scuole. Secondo Frescobaldi, l’organo è la metafora della creazione e del popolo di Dio: la somma dei suoni differenti in tale meccanismo sonoro crea un unico grande timbro. L’organo vive di queste somme e all’orecchio umano è impossibile percepire i singoli suoni ma solamente i suoni nel complesso.

Frescobaldi è molto più solenne, Salvatore più nervoso, più ardito, si tratta di sonorità richieste nella Napoli del Seicento. A parità di situazione, il napoletano Salvatore è più brillante, estroso.

Nel corso del primo concerto sono stati eseguiti: “Avanti la messa” di Giovanni Salvatore, i “Fiori musicali” di Frescobaldi, ovvero tre messe gregoriane tra cui il brano “Orbis Factor” e in conclusione “La bergamasca” di Giovanni Salvatore, composta sopra un tema popolare, che riporta in calce “chi la suonerà non poco imparerà”, poiché contiene tutti i campi ritmici ammessi ai tempi di Frescobaldi e rappresenta così un’enciclopedia sui ritmi dell’organo.

Nel secondo concerto, tenutosi a Comiso, il maestro ha specificato che scopo dell’organista è quello della valorizzazione dell’organo, che rappresenta l’anima, il cuore pulsante, inserito nella Chiesa che funge da cassa armonica; in tal senso, la Chiesa di “Santa Maria delle Stelle” di Comiso, secondo il M° Cannizzaro, ha un’acustica perfetta.

Se la serata precedente era dedicata alle armonie seicentesche di Frescobaldi e Salvatore, con il concerto del 18 marzo è stato fatto un balzo avanti nel tempo, attraverso le musiche settecentesche di Annibale Lo Bianco e di Giovanni Battista Fasolo, quest’ultimo frate francescano conventuale, maestro di cappella della cattedrale di Monreale. Il filo conduttore tra i due autori è il canto Gregoriano che rappresenta la spina dorsale del tutto.

La grande precisione seicentesca viene meno nel Settecento: si percepisce che la rigida liturgia viene meno e le musiche tendono ad assurgere come brani a sé stanti.

Dal Settecento scompare l’opera di fede e si introducono gli offertori, la musica in sostanza ha bisogno di uscire fuori e di esprimersi.

Nel corso del secondo concerto sono stati eseguiti: la “Messa Beata Virgo Maria”, il canto del “Kyrie”, gli offertori, una toccata per elevazione e in conclusione il “Capriccio sopra la Girolmeta” di Frescobaldi, canzone popolare interpretata dall’autore in materia dotta, per riportare nella musica dotta e sacra la tradizione popolare.

Come ama affermare il Maestro: “Quando il repertorio è pertinente allo strumento tutto quadra!”.

Valentina Rimmaudo

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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