Vita Cristiana Padre Vincenzo

Pubblicato il 30 Aprile 2022 | di Redazione

In ricordo di padre Vincenzo

Ragusa conserva la memoria della gioiosa presenza di padre Vincenzo, della sua vita e della sua missione. Tanti eventi lo legano alla nostra città e diocesi.

In modo particolare, dal 2008, anno del suo trasferimento a Ragusa, nella casa di Maria Regina e Decoro del Carmelo, si ricorda la sua disponibilità, la paterna affabilità e l’accoglienza di quanti bussavano alla sua porta sempre aperta. La missione a cui si dedicò in questi 14 anni fu la preghiera, il ministero della Riconciliazione, l’ascolto delle persone e l’accompagnamento spirituale.

Con la diocesi di Ragusa raccogliamo i tanti frutti della vita di padre Vincenzo, della sua totale donazione al Signore, della sua spiritualità e missione segnata dalla presenza della Beata Vergine Maria e dall’amore con cui ricambiò la predilezione della Madre e Sorella del Carmelo.

Fu battezzato il 31 maggio, festa della Visitazione della Vergine Maria e lo stesso giorno gli fu imposto anche lo Scapolare, l’abito della Vergine, segno della sua protezione. Proprio durante l’ultimo periodo, raccontò che da bambino una mattina entrò in Santuario, chiese di padre Casimiro e gli manifestò il desiderio di volersi fare frate perché poco tempo prima era stato folgorato ed era stato salvato dallo scapolare che indossava devotamente fin dalla nascita.

E così avvenne. A diciassette anni vestì l’abito del Madonna del Carmine. L’anno seguente con la professione dei primi voti divenne più forte l’amore della Sorella e Madre. Fu ordinato sacerdote a Ragusa il 15 marzo 1964 dal primo vescovo della diocesi mons. Francesco Pennisi. Fu direttore del collegio carmelitano di Ragusa dal 1966 al 1970, a cui seguirono anni di grande missionarietà carmelitana in vari conventi della Sicilia con molte esperienze legate alla Madonna di Lourdes.

Quando gli fu detto di andare a Ragusa nel 2008, padre Vincenzo ebbe chiaro che la Madonna lo stava conducendo a casa, come un altro segno di predilezione. Rispose con l’offerta generosa di una dedizione di amore verso Dio e verso il prossimo, un’offerta che ha sempre portato alle mani di Maria.

Tutti ricordano la sua presenza in Santuario, sgranando la corona del Rosario come a stringere la  mano della Vergine del Carmelo e portando a Lei le persone, le preghiere, le lacrime di tutti coloro che aveva incontrato nella giornata. Ma quante volte, specialmente negli ultimi mesi freddi, noncurante della sua salute, noi confratelli lo vedevamo in chiesa, vicino all’altare di san Giuseppe,  a offrire, pregare, con i suoi profondi occhi fissi al tabernacolo e alla Vergine Maria. Guarda che ti guarda fu l’espressiva formula della preghiera di santa Teresa D’Ávila. Con questo sguardo si rivolgeva a tutti. Ogni persona che incontrava ritornava con la benedizione di Dio.

Padre Vincenzo giunse alla maturità colmo di doni di umanità e di grazia, come una nave carica di tesori che rischia di affondare, come quella rete piena di pesci che rischiava di spezzarsi.

Nella Messa di esequie, il vescovo monsignor Giuseppe La Placa, ricordando il mistero di Misericordia proprio di ogni sacerdote, ha detto quanto «padre Vincenzo, ha dimostrato la Misericordia di Dio a tanti fedeli attraverso il sacramento della riconciliazione; apprezzatissimo confessore di sacerdoti, di monache carmelitane scalze, di suore di diverse congregazioni e di ogni cristiano». A sua Eccellenza va il ringraziamento della comunità dei Carmelitani e dell’Ordine per la sua vicinanza e per aver presieduto la celebrazione. Un grazie particolare a tutti i sacerdoti per il loro fraterno amore e amicizia e a quanti hanno condiviso il dolore della dipartita del nostro confratello Vincenzo.

I Carmelitani Scalzi di Ragusa

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Redazione

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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