Vita Cristiana San Vincenzo Acate

Pubblicato il 7 Giugno 2022 | di Redazione

Acate riabbraccia il suo San Vincenzo

Acate si è riappropriata dopo due anni della sua festa per eccellenza: quella riservata al suo Protettore San Vincenzo Martire. Il “ridimensionamento” causato dalla pandemia nel 2020 e 2021 aveva lasciato l’amaro in bocca al popolo dei devoti e alla moltitudine dei visitatori. La tradizione è stata ripresa nonostante la “falsa partenza” causata da qualche polemica, poi rientrata, e le bizze del meteo, che di fatto, per la prima volta, l’hanno sdoppiata: le manifestazioni religiose nella canonica terza domenica dopo Pasqua, quelle collaterali nella settimana successiva.

Un rinvio che non ha per niente nuociuto alla riuscita dei festeggiamenti predisposti dal parroco don Mario Cascone e dal sindaco Giovanni Di Natale.

I 300 anni dall’introduzione del culto di San Vincenzo, la prima volta del vescovo monsignor Giuseppe la Placa a presiedere la solenne concelebrazione eucaristica domenicale, il ritorno degli ammirevoli figuranti del corteo storico, la rievocazione della traslazione delle sacre spoglie, l’applaudito concerto di Orietta Berti, assieme alla consolidata presenza di cavalli e cavalieri, sono stati i suoi ingredienti principali.

Altri e non di minore importanza l’hanno arricchita: mostre d’arte, l’omaggio musicale degli alunni del “Comprensivo Puglisi”, una performance dell’attrice Ambra Denaro. Senza dimenticare lo splendido apporto alle celebrazioni religiose fornito come sempre dal coro parrocchiale, diretto da Aurora Muriana.

Quanto menzionato sarà senz’altro ricordato, ma qual è la vera essenza della festa acatese? Per noi è quel soffermarsi di tantissime persone, per qualche secondo, davanti ai resti mortali del Protettore. Gente semplice che lo fissa con gli occhi mentre le labbra mormorano una preghiera sgorgata dal cuore o la richiesta di una grazia. Sì, perché sono tanti coloro che hanno ricevuto grazia o consolazione dal Signore per intercessione di San Vincenzo o nutrono una fede profonda per Lui.

Ci hanno colpito questi pensieri scritti dal professore ragusano Paolo Antoci: “Sinceramente non lo so. C’è un qualcosa (o un Qualcuno!) che mi lega a questo Martire e che risale prima ancora che io insegnassi, in passato, “O Viscari”. Le sacre spoglie potrebbero impressionare – e forse per i bambini intimorire – mentre la statua lignea ispira coraggio e gioiosa vittoria (Vincenzo=vincente). Entri nella graziosa chiesa, riccamente addobbata di tendaggi e fiori; e lì, al centro, solennemente esposto c’è il giovane Santo Martire, quasi a dire: “Ti stavo aspettando!”. E i nostri occhi – quelli dei fedeli, dei turisti, dei “viscarani” – attratti da quel che resta del suo corpo. Occhi fissi puntati in alto; a guardare, contemplare, implorare. E sì, c’è qualcosa di magico, anzi… di veramente sacro che si rivela nei giorni di Vincenzo. E già, un legame inspiegabile che quel segno ai polsi – quei sottili nastri rossi – lo esprime perfettamente e ce lo ricorda: la protezione di un Santo, ma anche la comunione con un Santo…”.

Emanuele Ferrera

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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