Politica

Pubblicato il 20 Agosto 2025 | di Emanuele Occhipinti

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Acate, una piccola comunità che guarda al futuro possibile

Sul bordo della Valle del Dirillo, territorio di uve e palmenti, Acate dalle ordinate vie ortogonali, domina la piana. Interessanti produzioni agricole la ribaltano all’attenzione nazionale ed oltre. È un paese di poco oltre diecimila abitanti e quindi annoverato tra le piccole realtà urbane, spesso ricchissime di storia e di cultura ma povere di risorse. Proseguendo la nostra indagine di attenzione alle comunità del territorio diocesano, abbiamo dialogato con Cristina Cicero, Presidente del Consiglio Comunale.

Qual è la realtà amministrativa e sociale di un paese piccolo come Acate.

«La macchina amministrativa del nostro comune dovrebbe essere snella e meno articolata rispetto ai comuni più grandi; paradossalmente però, proprio perché è un piccolo comune le difficoltà a reperire fondi e risorse umane qualificate può limitare la possibilità di fornire alcuni servizi e dunque amplificare le problematiche di un Comune. Di contro l’Amministrazione di concerto con il Consiglio Comunale lavorano senza sosta per trovare sinergie giuste, migliorare e sfruttare quanto più possibile le opportunità che il nostro territorio ci offre, svolgendo un ruolo chiave nel mantenere viva la vita sociale e culturale delle comunità locali. Questo favorisce un rapporto più diretto e personale tra noi amministratori e i cittadini; dunque, affrontare i problemi con il dialogo, la collaborazione e la voglia di prendersi cura insieme del proprio paese sicuramente è il primo passo da fare».

Come l’amministrazione e l’intera cittadinanza tentano di risolvere i problemi?

«L’amministrazione realizza azioni che riflettono l’impegno concreto alla valorizzazione dell’esistente, alla tutela della salute pubblica o alla promozione di comportamenti responsabili, alla sostenibilità ambientale, alla valorizzazione delle produzioni di eccellenza e dell’enogastronomia, al coinvolgimento della cittadinanza. Mi piace citare la programmazione rivolta alla formazione dei giovani, per favorire la loro crescita socioculturale e la proposizione dei diritti e dei doveri verso le istituzioni e la comunità. In questo senso ricco di attese è per esempio la recente istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi, con la finalità di far conoscere le istituzioni e i meccanismi della rappresentanza, l’educazione alla partecipazione democratica e al bene comune. Un simbolo di Acate che può ridare slancio alla cultura del paese è il Castello dei Principi di Biscari, l’edificio monumentale più importante del nostro borgo. La salvaguardia di questo patrimonio storico riguarda certamente il restauro, di recente felicemente realizzato, ma riguarda l’intero paese e l’uso con il quale potremo efficacemente valorizzarlo. Una comunità educante che, malgrado le difficoltà, guarda tuttavia al futuro possibile».

 

Cosa dovrebbero o potrebbero fare la Regione, lo Stato o altre istituzioni per migliorare la situazione?

«Per migliorare la situazione la Regione, lo Stato e le altre istituzioni dovrebbero intervenire con azioni concrete per limitare l’allontanamento dei giovani dal proprio paese d’origine, incrementando strumenti operativi volti al sostegno e alla valorizzazione dei centri storici, dei servizi essenziali quali l’istruzione e la salute, potenziando in questo modo lo sviluppo strutturale ed economico. Un ulteriore aiuto concreto potrebbe essere un supporto economico dato per contrastare i fenomeni di dissesto idrogeologico così da riparare ai disagi annessi a tali fenomeni. Anche una semplice promozione e distribuzione di quotidiani ed immagini per pubblicizzare e valorizzare il Comune per un maggior incremento turistico. Noi intanto cerchiamo di dare il massimo e di trovare tutte le strade utili per dare più forma alle nostre prospettive future».

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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