Vita Cristiana

Pubblicato il 19 Aprile 2025 | di Redazione

0

Il Venerdì Santo ad Acate

Fede e folklore si incontrano particolarmente in uno dei più sentiti giorni della Settimana Santa acatese – il Venerdì Santo – contribuendo a creare un clima toccante e suggestivo, reso tale primariamente dall’immenso valore di ciò che viene celebrato.

I simulacri di Gesù crocifisso e dell’Addolorata partono da due chiese diverse del paese per poi incontrarsi nel luogo denominato “i Quattro Canti”, incrocio tra due principali vie, proseguendo successivamente verso il Calvario.

Quest’anno ha preso parte ai riti della mattina il Vescovo di Ragusa, S.E. Mons. Giuseppe La Placa, che nel posto simbolo della crocifissione ha tenuto l’omelia e impartito la benedizione alla copiosa folla che ogni anno non manca all’appuntamento con questa sentita devozione.

«Davvero commovente è stata la processione, come pure l’incontro con la Veronica e quello tra Madre e Figlio – ha sottolineato il vescovo. Momenti partecipati in religioso silenzio. Il gesto di Gesù, che muove la mano per salutare la madre, rappresenta la mano di Dio che si è mossa nella creazione e che, attraverso Cristo, è tornata ad accarezzare i malati, i deboli, i poveri, gli emarginati, i sofferenti. Una mano che non abbandona mai nessuno e che ciascuno di noi è chiamato a tendere agli altri per soccorrere, confortare, rialzare.».

Palese richiamo quello del Pastore diocesano alla scenografia collocata dietro il Cristo Crocifisso, che ha fatto da sfondo ai temi affrontati ne “I Setti Parti”, sacra rappresentazione portata in scena la sera del Venerdì Santo e quest’anno per la prima volta a guida tutta femminile.

La regia è stata di Ambra Denaro (giovane attrice non nuova a questo ulteriore ruolo), la direzione scenica è stata curata dalla professoressa Graziella Pinnavaria e la direzione corale è stata affidata alla maestra Aurora Muriana.

Un cast ampio e variegato ha interpretato quest’anno il dramma sacro: prima fra tutti la “Compagnia Teatro Giovani” di Acate, non tralasciando la presenza del “Coro Polifonico” della Parrocchia San Nicolò di Bari della cittadina iblea e l’eccezionale partecipazione dei bambini delle classi quarte e quinte elementari dell’Istituto Comprensivo “Capitano Puglisi” acatese.

La partecipazione corale è stata realizzata pure la mattina attraverso l’esecuzione di un canto adatto.

La rappresentazione sacra si basa sull’opera del marchese vittoriese Alfonso Ricca, che ogni anno viene opportunamente adattata alla tematica trattata sia riguardo il testo che la scenografia.

Il tema di quest’anno è stato la povertà, sviluppando parallelamente tante altre laceranti piaghe presenti nel mondo, tra cui guerra, tentativo di annichilimento della figura femminile, razzismo.

I piccoli sono sovente trascinati negli orrori commessi dagli adulti mentre, per antonomasia e reale evidenza, rappresentano e sono chiamati a simboleggiare speranza e futuro. Contraddizione nelle contraddizioni quindi, che ne “I Setti Parti” di quest’anno viene superata grazie al messaggio finale di luminosità messo in rilievo dal candore dei bambini. Ancora, la speranza, tema dentro al grande tema del Giubileo (“Pellegrini di Speranza”), dunque la fede si conferma come approdo di fiduciosa aspettativa ed elemento foriero pure di valori e fortezza interiore, capaci di superare le ineluttabili realtà del mondo.

Possano i fedeli essere autentici testimoni di speranza, accompagnati sia dall’esortazione del vescovo a non fermarsi alla crocifissione ma a vivere la gioia della Pasqua, sia dall’invito offerto dal dramma sacro di quest’anno a guardare oltre le apparenze e a scoprire la sacralità della vita in tutte le sue sfaccettature e forme!

Aurora Muriana

Tags: ,


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Torna Su ↑