Vita Cristiana Maria Assunta in cielo

Pubblicato il 4 Ottobre 2022 | di Redazione

L’Assunta: un faro per la Chiesa in cammino

La solennità liturgica dell’Assunta, quest’anno, cade in uno scenario mondiale segnato da molte tribolazioni che in quest’ultimi anni hanno fortemente solcato la storia dell’umanità.

La pandemia, da una parte, ha decimato milioni di persone umane, dall’altra un’ingiusta guerra tra Russia e Ucraina. Attualmente sta provocando stragi di bambini e di anziani e la presenza di tanti profughi costretti a rifugiarsi trovando generosa accoglienza negli Stati limitrofi.

Di fronte a questo scenario di morte, il cristiano diventa “segnale di speranza”, in forza di una speranza che non delude.

Maria glorificata è la speranza di Dio davanti al suo popolo che cammina verso la Patria.

In questo contesto si fa più urgente il “giubilo dell’Assunta” che con tutta la forza della fede ci dice che “solo l’amore vincerà!”.

La fede nella glorificata Maria di Nazareth, sorella in umanità, nella totalità del suo essere (anima e corpo) è “il grande segno” (cf Ap.12), un faro per la Chiesa in Sinodo e per l’umanità tutta, destinata alla risurrezione.

Maria è la donna glorificata: questa verità di fede creduta sin dal II° secolo d.c. dall’assenso unanime dei fedeli che percepiscono, sotto l’influsso dello Spirito Santo la tutta santa madre di Dio, come colei che alla fine del suo corso terreno non ha subìto la corruzione del sepolcro.

Papa Pio XII nella Costituzione Apostolica “Munificentissimus Deus” del 01-11-1950, così si esprimeva: “L’Immacolata madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena fu assunta alla gloria in anima e corpo” (n.44).

Il papa nella stessa, non fa riferimento alla morte di Maria, ma nemmeno la esclude.

Questo insegnamento sull’Assunta porta a compimento i desideri di tutta la Chiesa. Inoltre, un altro fattore spinse il papa a definire il Dogma; il contesto storico e politico del tempo: la speranza cristiana nella risurrezione di Cristo e nell’Assunta, segni tangibili di una speranza realizzata, diedero una linfa vitale al cammino della storia che sembrava caduta inesorabilmente nel pantano della tragedia della 2° guerra mondiale e del disorientamento delle coscienze.

“La risurrezione di Cristo è inchoatio[1] della risurrezione del corpo mistico, cioè della risurrezione dei morti e si estende all’universo, sicché gli effetti rinnovatori e illuminanti del Cristo risorto, si ripercuotono nell’ambiente vitale dei corpi risuscitati e in primo luogo in Maria in base a due principi: rapporto d’identità tra corpo del Figlio e corpo della madre, principio di priorità e vicinanza” (Giorgio La Pira, Saggio-1950).

Quello che Dio ha compiuto nell’Assunta è ciò che vuole realizzare in ciascuno di noi, mediante l’energia dello Spirito Santo che il Cristo risorto immette continuamente nella storia.

Parlare dell’Assunta, significa parlare della realtà del cielo. Il cielo determina il perfezionamento dell’essere umano. “Io quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv.12,32); “In verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso” (Lc. 23,43).

Il cielo si forma quindi con la morte e risurrezione di Cristo. Il Cristo risorto è il nostro cielo!

Dire che Maria è andata in cielo significa che vive nel cielo del risorto. “In Maria la Chiesa ha preso possesso del cielo”.

Il teologo latino-americano Leonardo Boff parlando del cielo si esprime: “(Il cielo) E’ il potenziamento di ciò che sperimentiamo sulla terra, ogni volta che sulla terra facciamo esperienza del bene, della felicità, dell’amicizia, della pace e dell’amore, stiamo vivendo, in forma precaria, ma reale, la realtà del cielo… Il cielo non è il luogo in cui andiamo, ma la situazione di tutti quelli che si trovano nell’amore di Dio e di Cristo, perciò il cielo sta già avvenendo qua sulla terra (cf Lc.10,20; Fil. 4,3; Ap.20,12) la sua pienezza però deve ancora arrivare”.

Da Nazareth ai piedi della croce, al cenacolo, alla fuoruscita dalla storia, l’esistenza di Maria è posta tra due grazie: quella della sua santità Immacolata e quella dell’Assunzione.

La prima è solo grazia di Dio, la seconda è frutto del suo cammino di fede “Beata colei che ha creduto” (Lc. 1,45).

Maria Assunta in cielo è la tutta santa della Chiesa e la Chiesa è già tutta santa in Maria.

La Costituzione Conciliare Lumen Gentium al n.68 afferma: “La madre di Gesù, come in cielo, in cui è già glorificata nel corpo e nell’anima, costituisce l’immagine e l’inizio della Chiesa che dovrà avere il suo compimento nell’età futura, così sulla terra brilla ora innanzi al peregrinante Popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore (cf 2Pt)”.

I cristiani guardando a Maria trovano l’orientamento di come si deve essere Chiesa, perché solo Lei è la perfetta “personificazione” della comunità di salvezza nella sua forma finale.

L’Assunta invita il mondo a guardare “in alto”, non a fermarsi sulle cose della terra, in quanto l’approdo finale dell’uomo sarà in cielo. “Solo quando raggiungerò il cielo sarò vero uomo” (cf Sant’Ignazio d’Antiochia).

Inoltre Maria glorificata disapprova ogni forma di religiosità disincarnata dalla storia, in quanto il cristianesimo non è un ‘idea o una filosofia ma una persona Cristo! La carne è il cardine della salvezza– “Caro cardo salutis” (Tertulliano)- in quanto già glorificata in Cristo risorto.

Maria glorificata invita il mondo anche a guardare “a terra”, cioè a saper leggere i segni dei tempi, ad essere profeti impegnati nel mondo a costruire l’umanesimo dell’amore. Qui sulla terra viviamo la prova concreta che: “Chi non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1 Gv.4,20).

Infine, ricorda che l’uomo ha due dimensioni: anima e corpo. Nessuna separazione tra l’una e l’altra. Questi costituiscono un’armonia creazionale inseparabile.

Lo sguardo rivolto all’Assunta rappresenta una terapia alla disperazione umana del mondo tecnologico. Maria glorificata, dipinge a vivi colori il futuro che attende i credenti: la perfetta e integrale redenzione umana e la comunione con Dio, bellezza infinita nel suo ineffabile mistero trinitario.

Francesco Forti

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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