Vita Cristiana

Pubblicato il 2 Febbraio 2023 | di Redazione

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Crescere nell’armonia di un coro

Educare ai valori di legalità, sostenibilità e rispetto con “Noi posso”

«Se si insegnasse la bellezza alla gente, si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà», diceva Peppino Impastato. L’arte e la bellezza sono antidoto contro il menefreghismo, la prepotenza, la disarmonia e possono essere strumento per educare alla cura della collettività e dell’altro. Con questi intenti nasce “Noi Posso”.

“Noi Posso” è un progetto di ricaduta sociale che nasce a Rondine, Cittadella della pace, rivolto alla città di Vittoria.

Il nome del progetto rappresenta il superamento dell’espressione “io posso” che sottintende “…e tu no”, un’espressione di sopraffazione che mette in discussione la convivenza civile e le sue regole.

Cuore del progetto è un coro di voci bianche, rivolto soprattutto a bambini di nazionalità, condizioni sociali, economiche ed anche religioni diverse, che con la musica imparano a collaborare e ad accordarsi. Il coro permette a storie diverse di incontrarsi e annulla qualsiasi tipo di pregiudizio che in altri contesti potrebbe condizionare la socializzazione dei bambini.

La formula del canto corale non consente alcuno slancio di protagonismo, ogni voce ha la stessa importanza e se qualcuno canta troppo forte viene meno quell’armonia che permette di arrivare al cuore di chi ascolta.

Il coro si fonda sui valori della legalità, della sostenibilità, del rispetto. Le tre parole permesso, grazie e scusa, affidateci da Papa Francesco, sono un tesoro prezioso e guidano tutti gli incontri.

Così ogni venerdì pomeriggio, nei locali della parrocchia San Giovanni Bosco di Vittoria, si gioca, si ride, si svolgono delle attività che aiutano a comprendere i testi e le tematiche che si andranno a cantare. Le canzoni scelte sono scritte per arrivare ed essere comprese dai più piccoli.

Si procede a piccoli passi. Durante i primi incontri i bambini hanno imparato ad ascoltare, poi a memorizzare i testi, a mettersi nelle file prestabilite, a rispettare i tempi di gioco e quelli di preparazione delle canzoni. Hanno imparato a chiamare “amico” il bimbo che il primo giorno guardavano con diffidenza perché non voleva smettere di correre, hanno imparato che anche chi ascolta e fa fatica a socializzare può sorreggere il coro durante i concerti e non solo.

Il coro è un “noi” che cresce e costruisce insieme, che immagina una città a misura di ognuno, che abbatte le barriere sociali, generazionali: il coro “Noi Posso” è una rete di relazioni.

Il progetto è partito, infatti, grazie a quattro ragazzi che l’hanno sognato e che hanno teso un filo che grazie al “sì” generoso della Maestra Gianna Rizza, che dirige con attenzione e professionalità il coro, delle Suore di Madre Teresa di Calcutta, dei volontari e delle volontarie, di padre Santo Vitale, dei genitori dei bambini è diventata una rete. Una rete da attraversare chiedendo permesso in quello che all’inizio poteva sembrare un gran caos, da conoscere in profondità chiedendo scusa se ci si avvicina troppo, da rafforzare tra diversi grazie, da allargare ancora.

Il progetto non prevede solo il coro destinato ai più piccoli ma ambisce, con la collaborazione delle istituzioni e delle associazioni che operano sul territorio, ad aprirsi a tutta la comunità cittadina per la realizzazione di un festival che si svolgerà in estate per puntare i riflettori sulla bellezza, sulle esperienze, sulle storie che il territorio conserva, sulle menti brillanti e sui giovani attenti che non vogliono abbandonare la propria terra, ma operare per vederla crescere.

 

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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