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Pubblicato il 1 Giugno 2023 | di Redazione

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Dal barcone a un’impresa tutta loro

La sede della cooperativa capofila del progetto (Fo. Co.) è a Chiaramonte Gulfi, il laboratorio a Mangone, in provincia di Cosenza. È la scommessa di tre ragazzi giunti con un barcone nel nostro Paese che hanno avviato un pastificio, grazie anche a un progetto sostenuto da Fondazione con il Sud. Sadia Diaby e Adama Traore, 23 anni, entrambi del Senegal, e Madi Minougouy, 22 anni, della Costa d’Avorio hanno costituito la cooperativa Sam, un’azienda per la produzione di pasta fresca e di ostie da consacrare durante le celebrazioni eucaristiche. Accanto al pastificio Sam, è sorto infatti anche il brand “Particula – pane per la messa”, che produce le ostie destinate alle celebrazioni. Un’attività che portano avanti in modo artigianale e che non risente del loro credo religioso essendo tutti di fede musulmana.

La nascita della cooperativa è stata infatti sostenuta dal progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza”, sostenuto da Fondazione con il Sud, dalle cooperative Fo.Co., di Chiaramonte Gulfi (Rg) e Mi.Fa., di Cosenza, Amu (Azione Mondo Unito, Ong fondata nel 1986) e Afn (Associazione Azione Famiglie Nuove). Oggi Sadia, Adama e Madi producono e vendono il loro prodotto già apprezzato da molte famiglie, ristoranti e rivendite commerciali.

Il progetto del Pastificio Sam parte da lontano. Sadia, Madi e Adama sono arrivati in Italia da minorenni, cinque anni fa. Erano giovani e con tanti sogni nel cassetto: avevano sfidato il mare e i pericoli ed erano approdati in Calabria, a Corigliano. Erano ospiti del Sistema di Accoglienza e Integrazione (Sai) di Rogliano “Casa Ismaele”, gestito dalle Coop. Fo.Co. e Mi.Fa. e da AFN.

Due anni fa la svolta. Dopo aver imparato la lingua e un mestiere, hanno scelto di fare i pastai, frequentando un corso. Il progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza” ha fatto da incubatore d’impresa: sono stati seguiti e accompagnati. «Il pastificio artigianale Sam è nato grazie al progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza” – spiega Salvatore Brullo, direttore generale di Fo.Co. – . Vorrei sottolineare un dato: questo non è un progetto di buona accoglienza, non è un’esperienza di buona integrazione, ma è una start up d’impresa. Questi ragazzi danno il loro contributo alla società avviando un’attività produttiva, generando utili, generando ricchezza sociale, pagando le tasse, i contributi, gli affitti. È una realtà altamente innovativa, nata da un bisogno».

« Ci ha colpito – commenta Gaetano Gabriele, presidente della cooperativa Mi.Fa. – la loro decisione di produrre, insieme alla pasta fresca, anche le ostie. Ci hanno detto: “Vogliamo produrre il pane per la messa dei nostri fratelli cristiani”».

« Quando ho conosciuto Adama, Madi e Sadia – spiega Giovanni Calabrese, responsabile del progetto “Fare sistema oltre l’accoglienza” – sono stato colpito dalla loro voglia di scommettersi, di realizzare il loro sogno, senza mai arrendersi o scoraggiarsi. Ci hanno creduto e, nonostante gli ostacoli burocratici, sono riusciti a raggiungere l’obiettivo».

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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