Straordinario padre Ermes!
Con il pranzo di venerdì 10 novembre si è concluso il primo turno del corso di esercizi spirituali di quest’anno pastorale, tenuto presso il Centro di Spiritualità dell’Opera sacerdotale “Bethania” (Siracusa), che ha registrato la partecipazione di 38 sacerdoti della nostra Diocesi, accompagnati dalla presenza del nostro vescovo, monsignor Giuseppe La Placa. Gli esercizi sono stati guidati da padre Ermes Ronchi, presbitero e teologo dell’Ordine dei Servi di Maria.
Splendido padre Ermes! L’avevamo capito sin dalla sua prima meditazione che questo percorso spirituale sarebbe stata un’esperienza speciale.
Adescandoci spiritualmente e richiamando le parole del profeta Osea, è riuscito subito ad accendere in noi un profondo desiderio: «Parlerò al tuo cuore». Anzi: ti parlerò sul cuore, continuerà a ripetere padre Ermes e, citando L. Pozzoli, proseguirà: «Molti parlano; pochi parlano al cuore; uno solo ti parla sul cuore, il Dio innamorato».
Scegliendo, poi, la tecnica di comunicazione preferita di Gesù, insieme alle parabole, ha cominciato ponendo domande semplici, come: “Cosa cerchi?” o “Perché piangi?”, «domande della vita, che lasciano disarmati, perché ti costringono a tirar fuori qualcosa di nuovo dentro di te».
Venendo agli esercizi, pensavamo di avere le “carte in regola” per una buona partecipazione: le giuste motivazioni, il voler assecondare la volontà del vescovo, il bisogno di “cambiare aria”, stare un po’ di tempo con i confratelli e così via… Insomma, sapevamo bene perché ci trovavamo là. Ma, proprio come avvenne per i primi due discepoli di Gesù, che lasciando Giovanni Battista decisero di seguire il Maestro, così è arrivata anche a noi la domanda: «che cosa cercate?» (Gv 1,38). Domanda ineludibile, che dovrebbe accompagnare sempre il cammino della vita anche di ciascuno di noi. Domanda con la quale Gesù vuole farci sapere che “a noi manca sempre qualcosa e ci chiede di individuare dov’è la nostra insoddisfazione”. Significa: qual è il nostro desiderio più forte? «Dio è l’oggetto di questo desiderio. Lui desidera essere desiderato, ha desiderio che noi abbiamo desiderio di Lui».
Di lì, come un vulcano in eruzione, il padre Ermes è andato avanti: «Tu sei il desiderio di Dio. Trono, anfora, pagina di Dio è il tuo cuore. E senti come un abbraccio, prossimità assoluta, la stretta infaticata di Uno che di te non è stanco…». Un effluvio inarrestabile!… fino all’ultima meditazione, che il nostro vescovo, scherzosamente, ha paragonato alla “cassa infernale”, ossia la “bomba” più bella e più attesa dei fuochi d’artificio, che viene fatta esplodere per ultima, a conclusione di una festa patronale.
Una festa, sì, una festa dei cuori di circa 40 uomini, che hanno scoperto, loro, sacerdoti, di «credere in Dio come crede un bambino». Una festa durata cinque giorni, con il contributo di chi, con dedizione ed entusiasmo, ne ha curato l’organizzazione. Grazie, dunque, al carissimo don Pippo Di Corrado, sempre premuroso e ricco di creatività, ma anche a don Filippo e al pool dei giovani confratelli sacerdoti che hanno curato i tanti dettagli, perché si potesse trovare bellezza anche nella preghiera comunitaria e nel canto.
La nostra gratitudine va anche al nostro vescovo Giuseppe, pastore e amico, per la sua presenza discreta e attenta. A ringraziare padre Ermes Ronchi ci ha pensato lui, il vescovo, a farlo per tutti i partecipanti, alla fine del corso. Parafrasando le parole del Vangelo di Giovanni, che racconta dell’incontro di Gesù con la samaritana, lo ha salutato dicendogli: «Non è più per avere letto i tuoi libri o per sentito dire che noi ti conosciamo, ma perché noi stessi ti abbiamo incontrato, udito e abbiamo capito che in te c’è un vero dono dello Spirito».
Frate Ermes, un grazie te lo voglio dire, in ultimo, io personalmente per avermi semplicemente messo “la pulce nell’orecchio” che in paradiso c’è un posto anche per me, visto che – come dici tu – lì «non ci sono santi, ma solo peccatori perdonati».
Don Giannì Cappello
