“Camminava con loro”
Il 25 Novembre, nella festa liturgica di Cristo Re, circa 600 catechisti della nostra Diocesi si sono ritrovati nella chiesa Santi Apostoli di Comiso per vivere il primo ritiro spirituale dell’anno.
È stata occasione di riflessione, di preghiera, di adorazione e di arricchimento interiore.
Nel suo saluto don Marco Diara, direttore dell’UC, ha sottolineato l’importanza, per il catechista, di vivere momenti di spiritualità per poter ricevere quei doni della grazia che permettono e fortificano la testimonianza e la coerenza nell’annuncio.
Il Vescovo Giuseppe ha evidenziato l’importanza del camminare insieme e come la numerosa partecipazione al ritiro sia segno di sinodalità e di unità nell’annuncio e nella trasmissione della fede. Ringraziando i catechisti per la loro presenza, li ha esortati ad essere attenti alla formazione e ad essere annunciatori gioiosi del Vangelo, persone che testimoniano sempre con il sorriso e la gioia negli occhi.
Suor Mara Campagnolo, del Sacro Cuore, con mirabile dolcezza, ha trasportato l’uditorio lungo la strada verso Emmaus introducendolo alla riflessione sui tanti particolari del brano dell’evangelista Luca, facendone scoprire verità e assonanze, che, sicuramente, ognuno si trova ad affrontare nella vita di fede. Guidando sapientemente il discernimento ha portato i presenti a scavare nel proprio cuore per scoprire l’effettiva qualità della propria fede, a capire se ci comportiamo anche noi come i discepoli di Emmaus che, nonostante la notizia che Gesù era Risorto, se ne tornano indietro sui loro passi, con il volto scuro, senza speranza, e a chiederci se anche noi, a volte, come loro ci sentiamo delusi da Dio.
Suor Mara, ha invitato tutti a riconoscere la presenza del Signore nel cammino della Chiesa, della Comunità che può apparire a volte immatura, imperfetta ma che va ugualmente accolta, abbracciata, amata, guardata con gli stessi occhi di Gesù. Quel Gesù che si affianca a noi anche quando il nostro cammino è sbagliato, deluso, preoccupato, doloroso. Nel loro discorso, i discepoli annunciano, senza rendersene conto, il Kerigma, eppure sono ripiegati su se stessi e non riescono a vedere oltre. Anche noi nel nostro servizio nella Comunità, possiamo vivere momenti di distacco, e, come accecati dal dolore e dalla delusione, vivere ripiegati in noi stessi, da stranieri o vedendo nell’altro uno straniero. Gesù ci apre il cuore e gli occhi, ci fa comprendere che la vita di fede è fatta di cose che non vediamo, come si crede nella Resurrezione dei morti. E questa fede va alimentata di Lui perché è nello spezzare il pane che Lo riconosciamo è nell’Eucarestia che riceviamo, riconosciamo e viviamo l’Invisibile. Anche noi come i discepoli di Emmaus, che non videro più Gesù perché oramai era dentro di loro, sappiamo che Lui è in noi come sole che brilla e scalda!
Nel silenzio dell’Adorazione, infine, ognuno ha potuto presentare al Signore la sua lode e il ringraziamento e affidare il proprio servizio nelle mani di Colui che ci accompagna, sostiene, guida, ammaestra e salva.
Valeria Di Matteo
