Vita Cristiana

Pubblicato il 22 Gennaio 2024 | di Redazione

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Il mistero dei santi innocenti

Chi sono per noi i santi? Fratelli maggiori nella fede che ci illuminano col loro esempio di vita come testimoniano le tante devozioni, ma ci sono dei santi che, può sembrare strano, lo sono diventati senza mai avere conosciuto Gesù anche se strettamente connessi con Lui. Sono i Santi Innocenti martiri che la Chiesa ricorda il 28 dicembre. La vicenda è narrata dall’evangelista Matteo (Mt 2, 13-18): Erode non avendo potuto ottenere dai Magi l’esatta ubicazione del Bambino, per eliminare quello che considerava un inopportuno pretendente al suo trono, ordina di uccidere tutti i bambini di Betlemme fino all’età di due anni.

È proprio in questa data che il Centro di Aiuto alla Vita (C.A.V.) di Ragusa ne ha fatto un momento fisso di riflessione all’interno della propria attività, in due momenti durante la giornata: alle 11 una santa messa celebrata all’interno del reparto di ostetricia del Giovanni Paolo II da don Giorgio Occhipinti ed al santuario del Carmine di Ragusa alle 17,30 una meditazione seguendo la “Via dell’infanzia sofferente” in 12 stazioni secondo il testo utilizzato nel Santuario di Arenzano il 28 (non a caso) di ogni mese ed alle 18,30 santa messa dedicata.

Il nesso col lavoro del C.A.V. è evidente: salvare bambini dall’aborto è una delle sue missioni ed i bambini non nati sono prototipo di fragilità e di innocenza e cerca di realizzarla affiancandosi alle madri in difficoltà nell’affronto dei problemi la cui soluzione sembra (e sottolineo sembra) essere l’interruzione della gravidanza.

Ma, attenzione, la vicenda non si chiude nell’ambito storico o devozionale o di lavoro del C.A.V., ma può coinvolgere tutti, anche indirettamente: Erode può essere sì l’uomo che impone l’aborto alla donna, la donna che antepone un proprio progetto all’esistenza di una nuova creatura, può essere sì la società che con i suoi meccanismi induce all’aborto, ma anche il pedofilo, il violento in famiglia. È Erode il datore di lavoro che licenzia le dipendenti incinte, è Erode chiunque sacrifica il bambino sull’altare del proprio progetto politico non accogliendolo se migrante o, peggio se possibile, colpendolo con strumenti di guerra. È Erode chi fa loro mancare cibo, istruzione, affetto.

Che possiamo fare noi? Umanamente affinare lo sguardo e, appena si profila una minaccia per i piccoli, intervenire per rimuoverla o, quantomeno, alleviarla fino ad interpellare chi gestisce la cosa pubblica ai massimi livelli nazionali e mondiali. Cristianamente affidare questi innocenti e i loro aguzzini alla misericordia di Dio ed imparare da loro come amare, accogliere proteggere e servire quel bene prezioso che è la vita.

Enrico Giordano


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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