La gioia, anelito del tuo cuore
La gioia ha accompagnato l’evento organizzato dalla comunità “Eccomi manda me” e dalle Cellule di evangelizzazione che ha avuto per tema “La gioia, anelito del tuo cuore”. È una formula coniata da padre Salvatore Tumino ricca di preziosa bellezza in cui ogni persona si ritrova come a casa propria, e difatti, la gioia è la nostra casa.
Sin dall’entrata nel teatro dei padri Salesiani, fratelli festosamente accoglienti ci hanno detto: «È bello che tu sia qui». Poi, la gioia di pregare e lodare il Signore insieme si è arricchita delle testimonianze di chi ha conosciuto padre Salvatore.
Innanzitutto, il nostro carissimo don Roberto Asta, compagno di seminario di padre Salvatore, che dopo aver riportato il saluto e la vicinanza del nostro vescovo, monsignor Giuseppe La Placa, ha offerto un ritratto del nostro fondatore a partire dagli anni del Seminario dove ha ricordato la sua particolare gioia contagiosa che riusciva a creare allegria nella comunità; anche con il canto sapeva effondere la gioia: per lui il canto era preghiera, adorazione.
Anche la presenza di alcuni dei tanti sacerdoti amici ha confermato che questa sua gioia è sempre viva e operante. Il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha evidenziato il valore della persona di padre Salvatore, del suo messaggio e sapiente pedagogia per la città. Con la sua presenza l’assessore Giovani Iacono ha mostrato la sua amicizia con padre Salvatore.
Particolare è stata la testimonianza di monsignor Giovanni d’Ercole. Rispondendo alle preziose domande di Katia, in primis ha ricordato che i tanti volti dei fratelli riuniti sono il segno vivo della memoria di una persona che è si nelle mani di Dio, ma che è anche una «stella che guida il nostro cammino». Monsignor D’Ercole ha ricordato i loro incontri a Roma, a Ragusa, la loro sintonia spirituale, offrendo tanti spunti di riflessione a partire dall’ultimo messaggio ai leader del nostro fondatore. Nell’originale insegnamento sulla “fatica della gioia”, ha evidenziato molti aspetti della nostra vita su cui lavorare, esercitarsi, per far emergere la gioia dal luogo più profondo del cuore e donata da Dio a ogni uomo. Dell’ultimo messaggio ai leader dettato a sua sorella Pina, monsignor Giovanni, ha evidenziato i due aspetti centrali, «ora e subito». In essi, è riflesso l’urgente e necessario invito a mettere Gesù al centro della nostra vita, stare in adorazione davanti a Gesù Eucaristia, in un dialogo di amicizia da cuore a cuore. Non per sfuggire alla realtà, ma per vivere la vita fino in fondo e farne un dono proprio come padre Salvatore.
La gioia ricchezza del pomeriggio è stata vissuta al suo culmine nella bellezza della celebrazione eucaristica, memoria del dono di Gesù in cui si manifesta l’amore più grande, quello che spinge a donare «la vita per i propri amici».
