Società

Pubblicato il 29 Dicembre 2024 | di Saro Distefano

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Io, laico, in un giornale diocesano

Non è cosa di poco conto. Non lo è affatto. Raggiungere quaranta ininterrotti anni di pubblicazione è straordinario traguardo. Se la testata ha precisi paletti e caratteristiche il traguardo ha allora del sensazionale.

Il nostro mensile, che fu quindicinale, compie quaranta anni e raggiunge il 700mo numero in distribuzione. Appare evidente a tutti che si tratta di numeri notevolissimi. Ed io, da collaboratore di Insieme da non so più quanti anni, intendo dire la mia, un misto di gratitudine ed ammirazione, in uno ad alcune proposte.

In ordine. Sono grato ai tre Vescovi che hanno accettato che io scrivessi su Insieme: Paolo Urso, Carmelo Cuttitta e Giuseppe La Placa. Non è affatto scontato: io sono un giornalista con iscrizione all’ordine da 35 anni e ben di più di “mestiere”. Ma è palesemente vero che mi ritengo e mi sento profondamente laico, e però scrivo in un giornale diocesano. Quasi tutti i direttori dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali che in questo periodo si sono succeduti (Giampiero Saladino, Simone Digrandi ed Emanuele Occhipinti) hanno ritenuto e ritengono che la collaborazione di un laico sia motivo di arricchimento per la testata, rappresentando egli una voce che analiticamente può scrivere di fatti che solo all’apparenza non sono direttamente connessi alla vita e all’attività diocesana. Ho sempre avuto la fiducia piena dei direttori della testata, don Mario Cascone e Alessandro Bongiorno, della quale cosa sono orgoglioso e fiero.

Non saprei quanti tra i lettori di Insieme giudichino corretto che un laico scriva su un giornale diocesano. Come che sia, il permettere ad un laico di scrivere su un giornale diocesano è piena e concreta dimostrazione della apertura mentale e della modernità di pensiero di quel giornale.

Dall’interno della redazione ho visto come si costruisce il nostro mensile che, per il tramite di decine e decine di parrocchie e di volontari, viene distribuito la domenica in forma gratuita. Ed ho visto sempre e solo la volontà a dare il meglio di sé, coscienza dell’importanza e della responsabilità che ci si assume nel firmare un articolo pubblicato su Insieme.

Ho visto anche i risultati che Insieme ottiene dalla sua distribuzione a decine di migliaia di persone e, credetemi, non tutte persone strettamente legate alla Chiesa. Insieme arriva nelle case per vie anche traverse, ed è letto in uffici e corsie degli ospedali, nelle case di riposo dei nostri anziani e nelle scuole.

Questo essere un prodotto giornalistico dalla forte e precisa connotazione rende ancora più prestigioso il traguardo raggiunto. Ed infine un’ultima annotazione, che da giornalista posso (e debbo) rendere di tutti: l’attuale vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La Placa, appena giunto in via Roma prese, tra i suoi primissimi, un provvedimento che al momento non fu perfettamente compreso: decise che Insieme doveva essere pubblicato senza pagine di pubblicità. Monsignor La Placa ha preferito rinunciare ai soldi che entravano (ed erano assai graditi) e avere però un giornale completamente scevro da condizionamenti. A dire il vero, nemmeno prima, quando pure erano previste pagine di pubblicità al suo interno, Insieme era mai stato prono alla volontà (mai espressa) di chi pagava gli inserti pubblicitari. Ma averlo formalizzato dall’alto dell’autorità vescovile, è stato, almeno secondo me, un atto chiarissimo e netto di quanto e come il capo della Diocesi considera il giornale di tutti, ma proprio tutti gli iblei.

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Autore

Nato a Ragusa nel 1964 è giornalista pubblicista dal 1990. Collabora con diverse testate giornalistiche, della carta stampata quotidiana e periodica, online e televisive, occupandosi principalmente di cultura e costume. Laureato in Scienze Politiche indirizzo storico, tiene numerose conferenze intorno al territorio ibleo.



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