Santa Bernadette ci apre alla santità semplice e possibile
I “resti mortali” di Santa Bernadette Soubirous, memoria tangibile della sua natura umana, saranno presso la Diocesi di Ragusa dall’1 al 12 febbraio in questo anno giubilare nel quale si ricordano anche i 75 anni dell’erezione della Diocesi. Bernadette ha agito, pregato, lavorato e sofferto; attraverso il suo corpo ha vissuto la speranza cristiana. A lei può riferirsi senza alcuna incertezza il versetto 14 del capitolo 7 del libro dell’Apocalisse “Essi sono coloro che vengono dalla grande tribolazione; hanno lavato le loro vesti e le hanno rese candide nel sangue dell’Agnello”. Le reliquie dei santi non rappresentano una forma di idolatria, ma sono tracce visibili che ci indicano che il Regno di Dio è dentro di noi. I resti di Santa Bernadette ci rimandano a Maria Immacolata che a Bernadette, il 18 febbraio 1858, chiese: “Vuole avere la grazia di venire qui per quindici giorni?”, richiesta quale atto d’amore proprio delle relazioni. La Peregrinatio delle reliquie di Bernadette è, quindi, occasione per entrare in questa relazione d’amore; ci invita ad aprire le profondità del cuore al messaggio di Lourdes e della Vergine Immacolata che ci indica il figlio suo Gesù. Ed è opportunità per contemplare la vita della santa e riflettere sul senso della nostra esistenza, in questo Anno Santo che rimanda alla speranza ed alla santità personale.
Santa Bernadette ci apre alla santità semplice e possibile. Lei non è santa perché le è apparsa la Vergine Maria: è santa perché innamorata della preghiera, dell’Eucarestia, di Gesù che ha abbracciato negli ammalati e nei sofferenti ed ha accolto nel dolore e nella malattia che ha caratterizzato la sua esistenza.
Il corpo di Bernadette fu esumato nel 1909 e successivamente nel 1919, trovato “intatto, scheletro completo, muscoli indeboliti ma ben conservati”. In vista della sua beatificazione e canonizzazione, fu esumato per la terza volta, il 12 giugno 1925, quarantasei anni dopo la sua morte, allo scopo di prelevare delle reliquie. Questa operazione fu affidata ai dottori Comte e Talon. E il primo di essi che procedette ai prelievi sul corpo, scrisse che il corpo “era di consistenza morbida e quasi normale”. Il 14 giugno 1925, Papa Pio XI proclamava Bernadette “Beata”. Dal 3 agosto 1925, il corpo di Santa Bernadette Soubirous è esposto in un reliquiario di cristallo nella cappella del monastero di Saint-Gilard, nella città francese di Nevers. L’8 dicembre 1933, Papa Pio XI canonizzò Santa Bernadette. Gli atti originali, conservati negli archivi di Nevers e redatti in latino, indicano che furono prelevati per le reliquie: un frammento della quinta costola, un frammento della sesta costola, le rotule, un prelievo muscolare nella parte esterna del femore destro, capelli e vari frammenti provenienti dai muscoli e dalla pelle.
A chi avrà la possibilità di trovarsi davanti alle reliquie di Bernadette (il programma della Peregrinatio può essere consultato cliccando sul link in calce) suggeriamo di dedicare un momento di raccoglimento personale. In silenzio. E soprattutto con un silenzio interiore, per vivere questa esperienza e comprendere da sé, lasciandosi illuminare dalla presenza, silenziosa, nascosta ma operante di Bernadette.
