Vita Cristiana

Pubblicato il 10 Febbraio 2025 | di Redazione

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La piccola Bernadette profuma ancora di attuali valori

Sono numerosissimi i fedeli che si recano in santuari e vari luoghi di profonda spiritualità per pregare e chiedere l’intercessione di un santo in particolare.

Quando invece è una reliquia a mettersi in peregrinatio in sèguito alla richiesta avanzata da Diocesi, Parrocchie o gruppi/associazioni, si crea un fermento particolare nella comunità ospitante non solo in termini di logistica e organizzazione ma primariamente riguardo la preparazione spirituale e la pianificazione di accoglienza, momenti di preghiera e iniziative varie. Aspetto ancora più rilevante è la sfilza di sentimenti che scaturiscono in ciascuno sia durante la trepidante attesa dell’arrivo delle reliquie che particolarmente nella concretizzazione di tale “incontro”. In questo caso, diversamente da quando si parte per un pellegrinaggio, è come se il/la santo/a si recasse a casa del fedele, determinando una dimensione più intima del momento.

Spesso si pensa solo da adulti e al mondo degli adulti, forse perché la fede esige una maturità che i più giovani devono ancora sviluppare consapevolmente e rafforzare. Non sempre però è così!

Basta pensare – solo per citarne alcuni – ai due «santi del Giubileo» (Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis) come pure a Domenico Savio, José Sánchez del Río, Chiara Luce Badano. I primi due sono prossimi all’ufficialità della santità attraverso la canonizzazione, che avverrà nell’Anno Santo in corso; per Chiara Luce si attende la canonizzazione. I beati e i santi appena menzionati erano tutti giovani ma – seppur piccoli in età – giganti nella fede, divenuti faro della chiesa e modelli di fede e di vera e genuina vita da seguire.

Se questa emulazione risulta facile da realizzare nel caso di santi contemporanei, sembrerebbe tuttavia difficile da tradurre in realtà qualora si trattasse di santi vissuti in epoche lontane, martiri o meno che siano.

La recente – e tuttora in corso – presenza nella Diocesi di Ragusa delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous, resa possibile grazie ai fratelli dell’U.N.I.T.A.L.S.I. che ne hanno avanzato richiesta al Vescovo di Ragusa in occasione del Giubileo nel 75° anniversario di fondazione della Diocesi ragusana, invita a riflettere su alcuni punti.

Ci sono elementi di contatto tra passato e presente? Cosa può comunicare oggi una santa vissuta peraltro in un’epoca non molto lontana (intorno alla metà dell’Ottocento) rispetto ad altri/e santi/e secolarmente distanti, epoca tuttavia profondamente diversa da quella odierna, evoluta quanto a progresso generale e dal punto di vista sociale e culturale (solo per citare alcuni aspetti)?

Un bambino che ha la fortuna di trovarsi davanti a un reliquiario lo osserva incuriosito, probabilmente incantato dalle sue pregevolezza, robustezza e forma. Chiederà ad un adulto di quale strano oggetto si tratti e il “poveretto” cercherà di spiegare attraverso parole semplicissime un “concetto” tanto elevato quanto complicato. Il bimbo penserà alla “persona o parte di essa o oggetto – la reliquia, appunto – chiusa dentro quel ‘contenitore’ ” come a un eroe dei cartoni animati e a un personaggio molto importante. E poi – pensiero immancabile per ogni infante – vorrebbe toccarlo ed esplorarlo. Senza dubbio questo non gli sarà concesso perché solitamente un cordone o una teca separano (solo fisicamente, non certo spiritualmente!) i fedeli da urne, reliquiari e sacre spoglie dei santi ma quel bambino che osserva da vicino o che può appoggiare un dito sull’eventuale teca inviando un bacio al/alla santo/a non sa – e lo capirà solo quando sarà più grande – quale straordinaria occasione e benedizione abbia ricevuto mediante quel contatto ravvicinato. Se fosse un po’ capriccioso e piangesse perché impossibilitato a smaneggiare l’attraente oggetto, non perderebbe sicuramente la particolarità di quell’incontro. «Lasciate che i bambini vengano a me». (Lc 18, 16)

L’adolescente “umile ragazza di Lourdes” (così Papa Francesco nel 2017 definì la veggente francese) ha vari messaggi rivolti anche ai giovani, suoi coetanei.

Bernadette era semplice, povera, senza tessuto culturale, cagionevole di salute; viveva in una famiglia con non pochi problemi, non aveva prospettive di futuro (mancanti specialmente per le donne, in un periodo storico in cui ancora iniziavano ad affacciarsi le prime mosse di emancipazione femminile). Questa condizione la discosta molto da quella di molti giovani d’oggi?

La fede limpida, vissuta in una dimensione personale e parimenti pregando insieme in famiglia, e la ricchezza umana della prescelta destinataria e testimone delle apparizioni, ne fanno un esemplare modello senza tempo (una valevole influencer, per esprimersi in termini moderni). Aspetti questi che accomunano Bernadette a tantissimi altri santi.

In un mondo che propone figure a volte errate come modelli da seguire e spesso pure idee fallaci e vacuità di contenuti, scegliere di imboccare la via corretta è fondamentale! Urge un approfondimento della fede e la riscoperta del valore della preghiera. Necessita altresì il recupero di tutti i buoni valori morali, sociali e comportamentali, di cui parte della società sembra essersi progressivamente depauperata o dei quali ha modificato il significato.

La giovane Soubirous vive in prima persona e si fa messaggera dello straordinario incontro con la “Signora vestita di bianco”, che le si rivolge trattandola con dignità. La stessa oggi calpestata da insensate follie!

Dio lascia ogni individuo libero di scegliere se seguirlo o meno, accogliendo o rifiutando la chiamata a una vita su cui Egli ha sicuramente dei progetti per il bene di ciascuno. Disegni a volte incomprensibili e comunque tutti da scoprire, se solo ci si fida e affida al Signore! Come Bernadette, che accoglie con docilità i messaggi della “Bella Signora” ponendosi in ascolto e in umile ubbidienza. Ai ragazzi e ai giovani della Parrocchia di Santa Bernadette Soubirous a Roma in preparazione al Giubileo, il Papa si è rivolto utilizzando le seguenti parole: «Nessuno va condannato se non crede. È importante essere in cammino».

Non esisterebbe allora spartiacque tra boomer (i santi) e millennials (i ragazzi e i giovani d’oggi).

L’attualità della figura e dei messaggi della piccola ragazza di Lourdes viene suggellata dalle dichiarazioni di Gaia Di Fusco, giovane protagonista della versione italiana del musical dei record “Bernadette de Lourdes” che ha debuttato a Roma lo scorso gennaio in occasione del Giubileo 2025.

«Mi sento portavoce della mia generazione. […] Ho trovato questo personaggio simile a me. Sono fortunata di interpretare una ragazza giovane e non mi aspettavo dall’esterno che avesse tratti caratteriali simili ad un adolescente di oggi. Bernadette nel musical, come nella realtà, è una ragazza molto intraprendente, […] ha un suo punto di vista che porta fino in fondo con coraggio e determinazione. […] Punto di riferimento attualissimo per i giovani».

Non bisogna però fraintendere la caparbietà e la determinazione con la disobbedienza e la ribellione! È quanto mai necessario saper discernere il corretto dall’errato, seguire la voce e la via tracciata dai giusti modelli, avere il coraggio di annunciare al mondo la Verità. I santi e gli autentici maestri di fede (ma anche di valori generali) che la vita mette accanto a ognuno non sono mai obsoleti ma sempre attuali perché rappresentano la freschezza del messaggio di Cristo, antico e sempre nuovo!

 

Aurora Muriana

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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