Vita Cristiana

Pubblicato il 28 Gennaio 2025 | di Redazione

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Santa Lucia e l’importanza delle reliquie

In prossimità della festa di Santa Lucia e della venuta delle sue spoglie da Venezia a Siracusa, con Padre Salvatore Converso si è pensato di realizzare un pomeriggio culturale a cui hanno aderito tutti i club e le associazioni del territorio.

La conferenza dal titolo “Il valore delle reliquie” è stata affidata alla prof.ssa Maria Rita Calabrese.

Ci è sembrato importante far riflettere sul tema delle Reliquie perché ci  può, sempre, essere il pericolo di cadere nella superstizione. Parlando dei Santi si parla di reliquie dei Santi ma non tutti riescono a capire bene di cosa si tratti.

La relatrice, prima di parlare delle reliquie che fanno riferimento a Santa Lucia, ha fatto un dettagliato excursus storico sul valore e sull’affermazione del culto delle reliquie , il cui costume nasce nella chiesa primitiva durante le persecuzioni dei martiri per l’esigenza di mantenere intatta la memoria della loro testimonianza a costo della vita. A rigore, si distinguono, in modo generico, tre tipi di reliquie: quelle primarie o di primo grado – reliquie per eccellenza, che si possono esporre solo dopo la cerimonia di beatificazione – sono costituite da un osso o da un frammento di osso (ex ossibus) del santo; quelle di secondo grado sono gli abiti o gli indumenti (ex indumentis) della persona defunta in odore di santità, quelle di terzo grado sono panni (ex brandea) toccati dalle ossa del santo, per questo molto comuni anche per i Servi di Dio.

La Sacra Scrittura e la Tradizione bimillenaria della Chiesa offrono serie basi per il culto delle reliquie. Già nell’Antico Testamento c’era grande rispetto nella sepoltura degli uomini di Dio. La Sacra Scrittura attesta il valore delle reliquie nelle loro tre modalità. Nel Nuovo Testamento si legge che “Dio intanto faceva miracoli straordinari per mezzo di Paolo; al punto che si mettevano sopra i malati dei fazzoletti e dei grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie scomparivano e gli spiriti maligni uscivano” (At 19, 11-12). Capendo questo, nel corso dei secoli i cristiani hanno cercato di seppellire i morti e di onorarne i resti, come anche di custodirne gli abiti e altri oggetti di uso personale o toccati dalle loro ossa come reliquie di quell’amico di Dio che ora, in cielo, intercede per noi ancora pellegrini in questo mondo, verso la Patria definitiva.

La pratica di conservare le reliquie si trova anche in contesti pagani presso vari popoli che addirittura li utilizzavano come doni. L’Occidente, con le Crociate, fu letteralmente invaso da reliquie, soprattutto dopo la quarta Crociata, quando furono ammesse le razzie nei luoghi sacri. In quell’occasione anche il corpo di Santa Lucia venne trafugato dai veneziani e portato a Venezia come bottino di guerra. Il corpo venne deposto prima nella Basilica di San Giorgio Maggiore , da lì traslato nella chiesa a lei dedicata nel 1280. Da qui fu poi traslata nuovamente nella chiesa di S. Geremia. Nel 1955 il Patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, fece coprire il volto con una maschera d’argento. A Siracusa si conservano reliquie minori , alcune delle quali vengono portate in processione, altre sono conservate in un reliquario.

Un concetto importante che è venuto fuori dalla conferenza è che nel culto delle reliquie si deve evitare qualsiasi forma di superstizione, sia per eccesso di venerazione che per osservanza di pratiche vane inconciliabili con la reverenza dovuta ai santi e attraverso di loro a Dio.

Rosa Perupato

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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