Società

Pubblicato il 24 Gennaio 2025 | di Redazione

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Con i bambini di Marina di Acate l’esperienza dell’oratorio Carlo Acutis

Un’esperienza di crescita e condivisione: il racconto di un giovane dell’oratorio a Marina di Acate.

Durante il periodo di Natale, alcuni di noi – ragazzi del Centro Giovani Carlo Acutis di Ragusa – abbiamo avuto l’opportunità di vivere un’esperienza significativa presso le suore missionarie S. Teresa del Bambino Gesù a Marina di Acate.

Quando ci è stata proposta questa attività non sapevo cosa aspettarmi, anche se don Marco Diara e gli operatori della Caritas Diocesana ci avevano già parlato delle famiglie, dei bambini e dei ragazzi che vivono in quel luogo situazioni di disagio sociale ed economico, raccontandoci delle difficoltà che affrontano ogni giorno a pochi passi da noi. Sapevo che avremmo trascorso del tempo con dei bambini, ma non immaginavo quanto questa esperienza mi avrebbe cambiato.

Siamo partiti con il pulmino, sembrava una gita verso il mare. Mentre ci avvicinavamo, si vedeva il mare azzurro che ci accoglieva all’orizzonte.

Appena arrivati, le suore ci hanno accolto con il sorriso e ci hanno fatto sentire a casa, con calore e affetto. La prima cosa che mi ha colpito è stato il sorriso dei bambini, erano felici di vederci e pronti a giocare con noi.

Non nascondo che all’inizio è stato difficile organizzare insieme a loro le squadre per realizzare una partita di calcio perché giocavano tutti insieme e a volte anche litigavano. Ma noi eravamo lì, in mezzo a loro e ci siamo subito messi in gioco, alla fine abbiamo realizzato una bella partita, piena di energia e divertimento.

Durante quelle poche ore, abbiamo organizzato altri giochi oltre la partita di calcio. Attraverso il gioco e il dialogo, siamo riusciti a creare un clima di fiducia e serenità. Dopo i giochi abbiamo fatto la merenda insieme con le merendine che avevamo portato con noi. Ogni minuto trascorso insieme a loro è stato veramente speciale.

A fine giornata, con alcune macchine e il pulmino, siamo andati ad accompagnare i bambini a  casa. Ci siamo addentrati un po’ nelle zone dove vivono, e vedere quei luoghi è stato sconvolgente. Le loro case non sono come le nostre: abbiamo visto case diroccate, quasi come capanne, strade non asfaltate. Eppure, quelle famiglie, quei bambini vivono lì! Mi sono chiesto, “ma ci sarà l’acqua? L’acqua corrente?” Noi siamo abituati a lavarci ogni giorno, ad avere tante cose. Ci siamo sentiti veramente fortunati.

Questa esperienza non è stata solo un’opportunità per aiutare gli altri, ma anche un’occasione di crescita personale. Ho imparato a guardare il mondo con occhi diversi e ho capito quanto sia importante non dare nulla per scontato. Ciò che resterà più impresso nella mia memoria sono le storie di quei bambini, la forza con cui affrontano ogni giorno le loro sfide.  Tornando a casa, mi sono sentito più ricco, non solo di cose materiali, ma anche di umanità. Credo che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero provare qualcosa di simile.

Questa iniziativa, promossa dall’oratorio, in collaborazione con le Suore di Marina di Acate, ha rappresentato un momento importante per costruire ponti di solidarietà e offrire a noi ragazzi la possibilità di metterci al servizio degli altri. Abbiamo capito che anche un piccolo gesto può fare la differenza e questa esperienza ci ha insegnato il valore dell’empatia e della vicinanza.

Attraverso attività come questa, l’oratorio si conferma un luogo non solo di svago, ma anche di formazione umana e spirituale, dove i giovani possono crescere nel segno della condivisione, della solidarietà e dell’amore verso il prossimo.

Giorgio Schininà

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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