Annunci di Bellezza – I Domenica di Quaresima “Non abbandonarci alla tentazione”
La prima domenica di Quaresima è tradizionalmente detta «delle tentazioni di Gesù», perché la liturgia ci racconta di come il Maestro, dopo circa trent’anni di vita familiare, abbia iniziato il suo ministero pubblico affrontando la prova del deserto:
«E subito lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana».
La parola «tentazione» non va intesa solo come un’incitazione al male, ma anche come un momento di passaggio, una prova che porta ad una crescita interiore. Il termine greco usato nei Vangeli racchiude, infatti, il senso di lotta, di tensione verso una scelta: fidarsi di Dio o cedere alle illusioni del mondo. L’evangelista Luca ci presenta Gesù come il nuovo Adamo, il capostipite di una nuova umanità (cfr. Lc 3,23-38: la genealogia di Gesù). Nel deserto, egli vive l’incertezza: seguire la via del prestigio e del potere, oppure abbandonarsi con fiducia al Padre? Sceglie la strada più difficile, rimanendo fedele alla sua identità di Figlio e rispondendo con fermezza alle lusinghe del maligno:
«Solo al Signore Dio tuo ti prostrerai, lui solo adorerai».
Questa tensione tra tentazione e fedeltà, dubbio e scelta, è splendidamente rappresentata da Pietro Annigoni nella sua tempera su tela dal titolo «Le tentazioni» o «La tentazione del viaggiatore», realizzata nel 1943.
Il dipinto raffigura la pausa di un camminatore di montagna che riflette, guardando verso l’orizzonte. È la fatica dello scegliere e del prendere la strada giusta, è l’avventura della vita che pretende decisioni coerenti e valutazioni conseguenti quando ci si trova di fronte a momenti o tappe del cammino in cui siamo messi alla prova, siamo «tentati». E Annigoni dipinge con una pennellata inconfondibile, rapida e realistica, questo snodo come una sosta in montagna di chi, tenendo il bastone nella mano sinistra, si siede pensoso su un tronco, dove ha appoggiato lo zaino, segno che il viaggio è ancora in corso.
Che cosa sta osservando il viaggiatore? Davanti a lui si intravedono: una strada, alcune colline, qualche abitazione e poi… nebbia, confusione. I colori utilizzati dall’artista sono prevalentemente tenui e sfumati, soprattutto nello sfondo, dando l’idea di un paesaggio immerso nell’incertezza. La luce sembra filtrare debolmente, suggerendo che la nebbia potrebbe diradarsi, ma al momento il camminatore si trova in una fase di sospensione, in bilico tra una decisione e l’altra.
Quest’opera visiva diventa una metafora perfetta della prova vissuta da Gesù nel deserto e, più in generale, della nostra esperienza umana: momenti di incertezza, scelte difficili, tensioni interiori che ci spingono a discernere il giusto cammino. Come il viandante del dipinto, anche noi, nel nostro percorso di vita, siamo chiamati a fermarci, riflettere e scegliere con consapevolezza. Annigoni utilizza colori chiari e tenui sullo sfondo, quasi a suggerire che la nebbia non è destinata a durare per sempre. Dopo la pausa, il viaggiatore riprenderà il suo cammino, così come Gesù, dopo i quaranta giorni di tentazione, inizierà la sua missione proclamando il Vangelo di Dio.
La Quaresima è proprio questo: un tempo di riflessione e di purificazione, in cui siamo chiamati a riconoscere le tentazioni che ci allontanano da Dio e a trovare la forza di riprendere il nostro cammino con fiducia e speranza.
Marco Diara

