“Serenata a Maria” lo spettacolo alla Parrocchia Maria Santissima Nunziata per la regia di Carlo Tedeschi
Nell’anno giubilare dedicato alla speranza ci siamo posti una domanda: come parlare ai giovani di questo tema? In un contesto in cui tutto ci porta a non avere fiducia, ma ad avere paura del futuro, ad essere isolati dagli altri, meglio se dietro allo schermo di un cellulare , ci siamo chiesti come infondere loro questo stato d’animo.
E così, uomini di poca fede, siamo rimasti stupiti quando i nostri ragazzi ci hanno dimostrato cosa sia la speranza, cosa significhi andare oltre le proprie aspettative personali, cosa significhi condividere e donarsi senza riserve.
Per farlo siamo partiti da un piatto!
I nostri ragazzi, nei panni di chef provetti, con tanto di cappello, ci hanno raccontato quale fosse secondo loro la ricetta ideale della speranza. Attraverso dosi, tempi di cottura, procedimenti e qualche tocco di fantasia, ci hanno proiettato in un mondo dolce e salato fatto di ingredienti indispensabili, come la fiducia, la pazienza, la perseveranza e i sogni, fino ad arrivare al coraggio.
E proprio il coraggio ci ha catapultati verso questa avventura.
Durante un incontro, in cui il coraggio è stato l’ingrediente protagonista, abbiamo conosciuto le storie di Raffaele e Maya, di Carmine e Giada, Annachiara e Sofia, che hanno avuto coraggio da vendere.
I loro racconti ci hanno aperto gli occhi su quello che significa avere coraggio; lasciare la propria vita, la propria casa, le proprie sicurezze o i propri contesti familiari in cui ribellarsi era un pericolo più che un diritto; per rispondere ad una chiamata più grande, motivata da fiducia e abbandono cieco a Dio, per, poi, scoprire come tutto questo avesse trasformato le loro vite e aperto scenari inaspettati.
Inaspettata proprio come l’idea di Don Filippo che, a fine incontro, spalancando gli occhi ci ha sussurrato: “Ho avuto un’idea! Stiamo parlando di coraggio, e bene, facciamogli fare un musical”.
Dopo la tachicardia e il panico iniziale, ci siamo lanciati in un inconsapevole: “Ma si, facciamolo!”.
Da li, la proposta ai ragazzi, e poi prove, lunghe serate e grandi risate, che ci hanno fatto scoprire dei veri e provi talenti.
I ragazzi hanno portato in scena lo spettacolo dal titolo “Serenata a Maria” per la regia di Carlo Tedeschi; e proprio lui ha voluto omaggiare il coraggio di questi giovani con un video messaggio, in cui li ha incoraggiati ad osare, a mettersi in gioco, ad aprirsi con fiducia a Dio; con la certezza che Lui rinnova grazie su grazie e dona emozioni salde e non effimere.
Il merito di tutto va ai ragazzi dell’Accademia Raffaele e Maya, Alex, Chiara e Riccardo (che tengono i corsi di danza, canto e recitazione presso i locali pastorali della nostra Parrocchia, Maria Santissima Nunziata e della Parrocchia Sant’Antonio di Padova di Comiso), che hanno assecondato quella che prima sembrava una “pazzia” del momento, ma che poi si è rivelata ispirazione guidata dallo Spirito Santo.
Loro, professionisti ed abituati alla scena, si sono messi a totale servizio di chi per la prima volta si approcciava ad andare in scena, credendo fermamente che quando c’è Gesù in mezzo a noi, tutto si trasforma e prende vita.
La trasformazione c’è stata; i nostri giovani Michela, Francesca, Alessia, Livia, Andrea, Simone e Giovanni si sono fidati di loro, dei loro suggerimenti e in poco più di 5 incontri hanno regalato uno spettacolo degno di essere chiamato tale.
Le emozioni sono state tante, come gli applausi e le lacrime per qualcosa che aveva preso realmente forma.
I ragazzi hanno dato una grande lezione a noi adulti che siamo chiamati a parlare di speranza ma spesso ci fermiamo solo alla teoria. Per questo dobbiamo partire dal loro esempio per riacquisire la speranza persa, la fiducia, la perseveranza e i sogni.
Una cosa, tra le tante di questa esperienza, mi ha colpita più di tutte, il loro sguardo! Occhi felici, sorridenti, pieni di gioia, mai cupi o impauriti. Io avevo paura per loro, non lo nego, invece loro non hanno esitato un attimo; e non credo sia incoscienza ma consapevolezza di avere Dio alle spalle, e la Mamma Celeste che li abbracciava; consapevolezza di un SI pieno, che non poteva che portare meraviglia e stupore.
Grazie, quindi, ai giovani d’oggi che non sono apatici, senza sogni, senza coraggio ma sono giovani che credono, che credono in Dio, che ci danno un bello scossone e ci svegliano dal torpore della nostra incredulità.
Valentina Schembari















