A margine della tavola rotonda “Invecchiare in salute”
“Sugli anziani non c’è pensiero politico, economico, sanitario e perfino spirituale” Questa l’affermazione categorica di Mons. Vincenzo Paglia, Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, intervenuto a Ragusa, alla tavola rotonda moderata dall’assessore alle politiche della salute Giovanni Iacono “Invecchiare in salute”, promossa, oltre che dal Comune e dall’ASP, dall’Ufficio per la Pastorale della Salute, nell’ambito della più vasta iniziativa “Ragusa in salute: percorsi di prevenzione e benessere”.
“Non c’è nemmeno pensiero culturale – ha approfondito Mons. Paglia- poiché l’ideale dell’umano è la giovinezza”. Invece da un lato gli anziani devono riscoprire una loro vocazione e uscire dalla mentalità dello “scarto” e dall’altra il tema anziani deve divenire centrale nel panorama sociale, politico, amministrativo e sanitario, non fosse altro per i numeri che annoverano 14 milioni di anziani in Italia.
“E’ tempo di sognare ed inventare una vecchiaia dignitosa; cura, assistenza e servizi” è l’invito dell’arcivescovo che presiede la Commissione per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana, istituita dal Ministero della Salute. La Commissione ha di recente portato a compimento l’approvazione della Legge delega 33/2023 che prevede, per la prima volta in Italia, paese tra i più longevi ed anziani del mondo, la costruzione di un sistema di welfare che si occupa della non autosufficienza degli anziani. La riforma ha riconosciuto il diritto degli anziani ad essere assistiti in modo adeguato e integrato, un nuovo modello di assistenza sanitaria e sociale che aiuti gli anziani a vivere nelle loro case, nel loro habitat e nel tessuto familiare e sociale. Una efficace presenza sul territorio per le amministrazioni pubbliche attraverso l’assistenza domiciliare, il sostegno alle famiglie e la telemedicina. Uno strumento, quest’ultimo, capace di coniugare le potenzialità della tecnologia per il controllo a distanza della salute e le istanze di socialità, compagnia, vicinanza verso gli anziani e che consente loro di stare in casa in tutta sicurezza.
Un traguardo di cui Mons. Paglia è particolarmente soddisfatto anche se non nasconde che, tranne il tentativo di ricorso ai fondi del PNRR, la legge è tuttora non finanziata: “Applicare la legge e renderla piena di vita” è il suo auspicio.
Ricorre al Magistero della fragilità, caro a Papa Francesco, per dire una parola anche sugli anziani non autosufficienti, vecchiaia dignitosa che contrasta la cultura dell’utilitarismo e spinge verso la cura gli uni per gli altri, una situazione di vita che dà ancora frutti e vince la rassegnazione.
Gli ha fatto eco don Giorgio Occhipinti, Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute: “Mia madre racconta – il sacerdote ragusano – soleva dirmi: anche se sono un’ombra, ti faccio compagnia. Dalle piccole cose, se c’è un grande sogno, riusciamo a cambiare il mondo”. A cominciare dall’ambiente ecclesiale che educa alla prossimità ed al prendersi cura. Ben vengano i servizi e l’assistenza sociosanitaria ma ciascuno può offrire una mano: “Per esempio – propone il Direttore – le comunità parrocchiali potrebbero organizzarsi per andare a prendere gli anziani soli e portarli in chiesa, a Messa, anziché lasciarli la domenica davanti alla Messa in TV”. Un buon impegno affinché nessuno faccia l’esperienza della solitudine.
