Pace e ogni bene
È festa per San Francesco d’Assisi che le varie comunità della diocesi celebrano più o meno solennemente. Ottocento anni dopo che Francesco ha cantato per la prima volta il suo Cantico delle Creature, le parole “Laudato sii, mio Signore, con tutte le tue creature…” le sentiamo ancora particolarmente vive, soprattutto ricordando il suo “Transito”.
E affinché la festa non sia un fatto episodico o esteriore sentiamo nostro, di ciascuno, l’invito a bene-dire le creature “quelli che perdonano in nome del tuo amore” e il creato, “fratello sole, sorella luna e le stelle, l’aria e il cielo, il fuoco e l’acqua”: attraverso la preghiera, la sensibilizzazione o attraverso un semplice cambiamento nello stile di vita; un invito ad unirsi, insieme, a questo inno vivente di frate Francesco. Nello spirito francescano, infatti, la creazione non è una scenografia, ma una relazione, non una risorsa, ma una famiglia. Nell’esempio di tante comunità francescane in tutto il mondo , intravediamo un modo di vivere umile, gioioso e profondamente attento alla sacralità dell’uomo e della nostra casa comune. Risuona, in questi giorni, con ancora più fragore, il saluto di Francesco e dei suoi seguaci: “pace e ogni bene”. Francesco salutò la gente con queste parole e non erano parole casuali: ai tempi di San Francesco, Assisi era spesso in guerra con la vicina Perugia; egli sapeva che la pace era molto più dell’assenza di guerra. Quando diceva “pace e ogni bene” alla gente, chiedeva di far crescere la pace nei cuori di ciascuno in modo che potesse rappresentare un atteggiamento efficace per il cambiamento verso l’accoglienza dell’altro e la cura “per nostra sorella madre terra”. La pace di frate Francesco è filosofia di vita vissuta nel giusto rapporto gli uni con gli altri e con la terra. Una pace che inizia in modi semplici: con un saluto, con un sorriso offerto anche ad uno sconosciuto, una parola gentile che solleva l’umore, vera che cancella la falsità, positiva che valorizza ed esprime riconoscenza, sincera che rifugge la critica e la malevolenza. Senza sminuire attenzione e consapevolezza verso le infelici vicende di guerra che si ripresentano nella storia dei popoli; mi conforta la guida espressa dalle parole di Papa Francesco: “Tutto è collegato e noi esseri umani siamo uniti come fratelli e sorelle in un meraviglioso pellegrinaggio…”
Ci sentiamo sopraffatti da tutta la sofferenza vissuta da così tante persone in conflitto, dalla devastazione di intere città nonché dall’uso improprio delle risorse della terra, ma il messaggio del santo di Assisi ci esorta a fondare la nonviolenza negli atti quotidiani di guarigione, resilienza e cura ecologica. Questa è la Festa. Pronunciare con convinzione “Pace e ogni bene”. E pronunciarla con consapevolezza. La spiritualità francescana è un fondamento che sostiene tutta l’umanità: l’eredità del santo è viva non solo nelle preghiere e nei cantici ma in ogni atto di cura per l’uomo e per la terra.
