Vita Cristiana

Pubblicato il 5 Gennaio 2026 | di Redazione

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Riscoprire la gioia del ministero

Dal 24 al 28 novembre la Commissione per la Formazione permanente del Clero ha organizzato il primo turno del Corso di Esercizi spirituali dei sacerdoti, che si è tenuto presso l’Opera Sacerdotale “Bethania”, a Siracusa. Tale evento ha riunito circa trenta presbiteri della Diocesi attorno al Vescovo Giuseppe e alla Guida spirituale Mons. Ignazio Petriglieri, Vicario Generale della Diocesi di Noto. Seguendo il percorso tematico, la Guida spirituale ha orientato l’attenzione dei presenti sulle dimensioni antropologiche, storiche, bibliche e spirituali dell’essere presbiteri oggi e invitando a inquadrare due domande teologiche fondamentali: Chi sono? Dove sono? Il predicatore quasi voleva aiutarci a entrare in una intimità radicale che generasse in noi un’auto-domanda: sono sacerdote secondo Dio?  O meglio, sono colui che santifica con il ministero il nome di Dio? Santificare il nome di Dio fa del sacerdote uno che illumina ogni relazione con la sua presenza e collega l’umanità a Dio stesso. In questo senso, il presbitero è generatore di rapporti. La bellezza di riscoprire l’identità, la fedeltà, la prossimità, ha riportato nei cuori l’esperienza dell’amore di Dio, ed è proprio questa che il sacerdote deve riuscire a diffondere nella testimonianza ordinaria della sua vita. Nei tanti brani biblici e patristici analizzati, ci sembrava di ripartire da capo, o meglio, ripartire da sé stessi; da questo punto di vista, gli Esercizi spirituali contemplano anche un confronto con sé stessi, uno svuotarsi del proprio io per riempirsi di Dio. Dunque, giorni ricchi di preghiera e di forti contenuti spirituali, giorni in cui abbiamo gustato insieme la presenza di Dio che accompagna il sacerdote e lo rigenera. Anche quando vengono a mancare le forze, la misericordia di Dio fa rinascere l’entusiasmo e la fedeltà di lavorare nella vigna del Signore. Accogliendo l’amore gratuito di Dio, il sacerdote trasmette agli altri lo splendore di quella luce che non conosce tramonto. Infine, sulla strada quotidiana della sua santificazione in Gesù, il sacerdote è chiamato a rafforzare anche la dimensione contemplativa guardando a Maria.  In modo speciale abbiamo riflettuto sul legame tra il sacerdote e Maria, la mattina dell’ultimo giorno del Corso. La Santa Madre di Dio offre al fedele la testimonianza di una fedeltà responsabile, perciò in lei il sacerdote assume il ruolo di testimone credibile e forte. Ecco perché il sacerdote convalida il tempo, si realizza nella libertà e offre il suo servizio nella carità. Infine, il Vescovo nella sua omelia conclusiva ha formulato l’augurio di vedere fiorire ovunque questi giorni passati insieme.

 

Joseph Muamba Bulobo


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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