«Cuore che educa, vita che si dona»
“Cuore che educa, vita che si dona” è con queste parole che sono stati accolti con amore, attenzione e tanta cura, i 1.700 membri della grande famiglia dell’Azione Cattolica Italiana. Dal 5 al 7 dicembre scorso, si è svolto a Riccione il convegno nazione degli educatori ed animatori. Il titolo dell’evento formativo, ‘Verso l’alto; per una scelta educativa fedele al Vangelo e alla vita’ racchiude perfettamente il tema centrale trattato durante i tre giorni, così colmi di significato e profonda intensità. Un momento proficuo vissuto anche dalla diocesi di Ragusa rappresentata dal Presidente diocesano dell’Azione Cattolica Rosario Schininà, dalla responsabile diocesana ACR Eleonora Firrincieli, da quattro soci della parrocchia di San Giovanni Bosco di Vittoria: Sandra Scollo Presidente parrocchiale ed educatrice dell’ACR, Angelica Fausciana responsabile parrocchiale ACR, Francesco Adamo educatore giovanissimi AC, Carola Arancino educatrice ACR e da Daniele Iozia attualmente educatore fuori sede a Bologna.
I momenti sono stati strutturati tra incontri comuni e per settore, in modo da rendere possibile il confronto e le condivisioni. Si è riflettuto sull’educazione altrui, la cui essenza affonda le radici nella persona stessa, nell’intreccio dei rapporti e delle relazioni autentiche. Diversi sono stati gli ospiti che sono intervenuti durante il convegno. Fra gli altri, Elena Marta, docente di Psicologia Sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha dedicato la sua riflessione all’importanza delle relazioni significative, costruite sulla fiducia e la fedeltà, sottolineando come ciò che dà valore, realmente, a chi ci sta accanto consiste nel farlo sentire unico e prezioso, riconoscendone e accettandone limiti, fragilità e debolezze. Un atteggiamento evidenziato, e da non sottovalutare, è quello della gentilezza: bisogna custodire tutto ciò che nasce per amore, necessità e caso. Questo consente di essere e di abitare la Comunità in cui ci si trova.
Un ulteriore contributo è stato quello di Domenico Simeone, docente di Pedagogia e Direttore dell’Osservatorio per l’Educazione e la Cooperazione internazionale presso l’Università Cattolica. Il suo intervento ha messo in luce la rilevanza dell’educazione: nel gesto di educare, si viene a sua volta educati. È un gesto che si può donare agli altri, per comunicare un amore profondo, è il dono più grande che si possa fare a chi sta crescendo, a chi ci viene affidato. Ha evidenziato, seguendo la prospettiva di Papa Francesco, che conta davvero imparare a mettere al centro l’altro ed andargli incontro. Continua il professore Simeone: “Non abbiamo bisogno di educatori perfetti, infallibili e arrivati, ma abbiamo bisogno di educatori disposti a camminare a fianco delle persone affidate, che non smettano di stare dentro un processo di formazione, che non smettano di interrogarsi e di stare di fronte alle domande. Solo educatori che stanno in un continuo movimento di crescita, che stanno nella coerenza tra ciò che si sente, ciò che si dice e ciò che si fa, sono educatori efficaci.”.
Il Presidente nazionale dell’Azione Cattolica Italiana Giuseppe Notarstefano, nel suo intervento riporta la necessità di vivere il tema dell’educazione come uno stile quotidiano. Il verbo ‘educare’, in Azione Cattolica è un verbo che bisogna, proprio, adoperare nel quotidiano. Invita a prendersi cura della spiritualità e a riconoscerla come cuore della formazione. Si è chiamati alla profondità, a vedere e riconoscere la bellezza dell’altro, i talenti. E poi…Insieme costruire un campo comune che è, appunto, la vita comunitaria.
Infine, le parole di Mons. Claudio Giuliodori assistente ecclesiastico generale di Azione Cattolica: “Portiamo a tutte le nostre associazioni parrocchiali la gioia e il messaggio di speranza di questi giorni, che certamente segneranno un’altra tappa importante, oserei dire storica, del cammino associativo”.
Carola Arancino
