Vita Cristiana

Pubblicato il 12 Marzo 2026 | di Redazione

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Sulle strade di Francesco: i giovani della Gifra di Vittoria pellegrini ad Assisi

Assisi in questi giorni è attraversata da un fiume silenzioso di pellegrini. Migliaia di persone arrivano da ogni parte d’Italia e del mondo per un evento straordinario: l’ostensione delle spoglie mortali di San Francesco Per la prima volta, dopo 800 anni, le sue reliquie, contenute in un sarcofago nel Sacro Convento, sono mostrate ai fedeli. Per circa un mese più di quattrocentomila pellegrini si riverseranno nella cittadina umbra per venerare il Santo Patrono d’Italia, per sostare, anche solo per pochi istanti, davanti a colui che ha cambiato la storia della Chiesa.
Fra le migliaia di pellegrini presenti nella città del Santo era presente anche un gruppo della nostra comunità. I giovani della Gifra, insieme ad altri giovani della città (gruppo Sentinelle del mattino) e al gruppo dei Laici Missionari della Carità di Vittoria, ci siamo recati in pellegrinaggio alla tomba del Serafico Padre per questo straordinario incontro con il fondatore del movimento francescano.
Siamo partiti in 32 da Vittoria, Ragusa e Santa Croce alla volta della città di Francesco. La sera del sabato abbiamo vissuto una toccante veglia mariana alla Porziuncola, con la meditazione dei sette dolori di Maria e la successiva processione aux flambeaux. Particolarmente emozionante è stato il canto corale nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
La mattina della domenica è stata dedicata alla visita al monastero di San Damiano, dove è vissuta Santa Chiara. I più giovani sono giunti a piedi al monastero, dove siamo stati accolti da un sacerdote irlandese che ha introdotto la nostra visita. Abbiamo quindi celebrato la Messa, presieduta da don Francesco Mallemi. Successivamente abbiamo visitato i luoghi legati a Santa Chiara, sostando in preghiera nella cappella, luogo della conversione di San Francesco.
Dopo una bella salita a piedi verso il paese e un’impressionante fila di migliaia di persone, è arrivato finalmente il momento tanto atteso: entriamo nella basilica inferiore. Regna un clima di silenzio, curiosità e preghiera. Avvolto dagli splendidi affreschi di Cimabue, Giotto, Simone Martini e Lorenzetti, posto sotto una teca trasparente, appare il corpo — o meglio, le ossa — di San Francesco d’Assisi.
Il corpo minuto, il cranio appena riconoscibile, molti frammenti raccolti ai piedi in una teca a parte: così appare Francesco, spoglio di quella carne che in vita portò le stimmate di Gesù. Uno sguardo, una preghiera, una lacrima, un sospiro. Pochi secondi per un incontro unico che non sappiamo se si ripeterà ancora. Se alcuni di noi hanno visitato per la prima volta Assisi, sicuramente tutti abbiamo visto per la prima volta Francesco.
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita al Santuario della Spogliazione. Fra Walter ci ha offerto la sua testimonianza vocazionale ed è rimasto a parlare a lungo con noi. Poi ci ha condotto tra gli scavi del vescovado, proprio nel luogo dove Francesco, davanti al padre e al vescovo, si spogliò dei suoi beni per scegliere una vita totalmente affidata a Dio. Infine abbiamo potuto venerare il beato Carlo Acutis, che dal 2019 riposa nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
La sera non poteva mancare una visita alla basilica di Santa Chiara. Volevamo vedere il celebre Crocifisso di San Damiano, quello che parlò a Francesco dicendogli: «Va’ e ripara la mia casa». La cappella del crocifisso era talmente piena che solo alcuni sono riusciti a vederlo, costringendoci a tornare l’indomani.
La serata si è conclusa all’insegna della gioia e dell’evangelizzazione, tra canti francescani davanti alla Porziuncola.
Lunedì mattina abbiamo visitato l’Eremo delle Carceri. Fra Matteo ci ha spiegato che la parola carcere non significa “prigione”: proviene dal latino carcer, che indica un luogo appartato e solitario, quindi adatto alla vita di preghiera. Qui venivano Francesco, i suoi compagni e, dopo di loro, i frati, per periodi di ritiro e preghiera. Posto a quattro chilometri da Assisi e a 800 metri di altezza, si distingue per la bellezza della natura, il silenzio e… l’aria fresca. Abbiamo celebrato la Santa Messa nel bosco, nella grande cattedrale della creazione di Dio.
Successivamente noi giovani ci siamo fermati per vivere il nostro ritiro spirituale, ascoltando la meditazione dell’assistente don Salvatore Mallemi. Ci ha ricordato che, come Francesco, siamo chiamati ad ascoltare la voce del Signore per ricostruire la nostra vita interiore.
Prima di ripartire per la Sicilia, molti di noi hanno scelto di tornare a Santa Chiara per pregare lungamente davanti al Crocifisso che parlò a Francesco e, come lui, ripetere: “Signore, che cosa vuoi che io faccia?”.
Il viaggio ad Assisi, a pochi giorni dalla Promessa Gifra, è stato una tappa importante nel cammino della fraternità. Abbiamo promesso di vivere come Francesco sotto la guida del Vangelo. A lui abbiamo chiesto la grazia della “santa perseveranza”. Nella nostra preghiera abbiamo ricordato in modo speciale gli ammalati e le tante persone che ci hanno affidato le loro intenzioni.
«Vorrei ringraziare il buon Dio e tutti voi — dice Giorgia — per questa bella e intensa esperienza vissuta insieme e con Francesco. San Francesco ci insegni la perseveranza, il dialogo, la fratellanza e a utilizzare il tempo per scoprire che il Signore ci ama sempre così come siamo… non c’è amore più grande!»
Il pomeriggio è stato dedicato alla visita al santuario della spoliazione. Fra Walter ci ha offerto la sua testimonianza vocazionale ed è rimasto a parlare lungamente con noi. Poi ci ha condotto in mezzo agli scavi del vescovado nel luogo della spogliazione di San Francesco. Infine abbiamo potuto venerare San Carlo Acutis che dal 2019 riposano nella chiesa di Santa Maria Maggiore.
Immancabile la visita serale a Santa Chiara per venerare la “pianticella di Francesco” e il celebre crocifisso di San Damiano. La cappella del crocifisso era talmente piena che solo alcuni sono riusciti a vederlo costringendoci a tornare l’indomani.
La serata si è conclusa all’insegna della gioia e dell’ evangelizzazione, fra i canti francescani davanti alla Porziuncola.
Lunedì mattina abbiamo visitato l’eremo delle carceri. Fra Matteo ci ha spiegato che la parola Carcere non vuol dire “prigione”: proviene dal latino “carcer”, che significa luogo appartato, solitario, quindi adatto alla vita di preghiera. Qui venivano Francesco, i suoi compagni e, dopo di loro, i frati per periodi limitati di preghiera. Posto a 4 km da Assisi e a 800 metri di altezza, si distingue per la bellezza della natura, il silenzio e …l’aria fresca. Abbiamo celebrato la S. Messa nel bosco, nella grande cattedrale della creazione di Dio.
Poi i giovani ci siamo fermati per vivere il nostro ritiro spirituale, ascoltando la meditazione dell’ assistente don Salvatore Mallemi. Ci ha ricordato che come Francesco siamo chiamati ad ascoltare la voce del Signore per ricostruire la nostra vita interiore.
Prima di ripartire per la Sicilia, molti abbiamo scelto di tornare a Santa Chiara per pregare lungamente davanti al Crocifisso che parlò a Francesco, e come lui ripetere: Signore, che cosa vuoi che io faccia?
Il viaggio ad Assisi, a pochi giorni dalla promessa Gifra, è stata una tappa importante del cammino della fraternità. Abbiamo promesso di vivere come Francesco sotto la guida del Vangelo. A Francesco abbiamo chiesto la grazia della “santa perseveranza”. Nella nostra preghiera poi abbiamo tenuto presente in modo speciale gli ammalati e le tante persone che ci hanno chiesto preghiere.
” Vorrei ringraziare il buon Dio e tutti voi – dice Giorgia – per questa bella esperienza intensa vissuta insieme a voi e con Francesco… San Francesco ci insegni la persevera, il dialogo la fratellanza e utilizzare il tempo per sperimentare che il Signore ci Ama sempre così come siamo…non c’è AMORE più grande !!”
Don Salvatore Mallemi,
assistente Gi.Fra. di Vittoria


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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