La gioia del “per sempre”
Cosa ha acceso, all’inizio del tuo cammino, il desiderio di seguire Cristo nella vita carmelitana?
Ancor prima di approcciarmi al Carmelo, durante il periodo di studi, ho cominciato a maturare dentro di me il desiderio forte di stare ai piedi di Gesù nel silenzio, un silenzio profondo che non era assenza di parole, ma un silenzio abitato, intessuto della Sua presenza , un silenzio che mi riempiva.
Durante il periodo di discernimento mi sono approcciata alla realtà meravigliosa del Carmelo, che prima di allora non conoscevo, qui ho trovato quel silenzio al quale mi sentivo chiamata e ho compreso piano piano che questo era il mio posto e che soltanto qui potevo realizzare pienamente tutti quei desideri che tenevo dentro di me, era in questo giardino che potevo incontrare veramente il Signore che mi chiamava a vivere un solo a solo con Lui nella continua preghiera.
La chiamata al Carmelo non è un fuggire dal mondo, ma vivere unita a Cristo, servirlo in semplicità e condividere con Lui i Suoi desideri profondi di salvezza per tutti; un vivere pienamente in quello spazio intimo, riservato al solo Giardiniere dell’anima. La vita al Carmelo è un vita donata per gli altri, qui più che mai ci si sente vicini alle necessità dei fratelli, perché, vicini al Cuore di Cristo, ai Suoi piedi, si impara sempre di più a conoscere se stessi, vivendo nella Verità che fa comprendere chi è la creatura e chi è Dio che continuamente ci chiama e ci invita ad amarlo con semplicità. Ciò che conta davvero è cercare di comprendere la volontà di Dio nella nostra vita e rispondere a tale chiamata con fiducia e amore, sapendo che Dio ha progetti meravigliosi su ognuno di noi.
In questi anni di formazione, quale esperienza ti ha maggiormente plasmata e aiutata a comprendere che questa è davvero la tua casa?
Ciò che mi ha maggiormente aiutata in questi anni è stato vivere alla Sua Presenza nella vita quotidiana, sapendo che ogni singola azione, anche la più semplice, può essere riempita d’amore per Dio;
il mettermi quotidianamente ai Suoi piedi in continuo ascolto della Sua Parola, nelle diverse circostanze, nelle difficoltà, nelle prove, nei momenti gioiosi e scoprire che Lui c’è ed è sempre fedele.
Scavare dentro di me continuamente, per trovare la “perla preziosa”, imparare a fare spazio dentro e lasciare passare la Luce per scoprire che dentro ognuno di noi vi è una presenza Viva che è Dio.
Il vivere in comunità e condividere con le mie sorelle lo stesso ideale che è l’unico Sposo, Gesù.
Vivere tutti i momenti della giornata anche quelli più intimi e profondi scanditi da un silenzio che ti mantiene alla continua presenza di Dio e che ti fa scoprire continuamente la verità di te stesso, per riscoprire la bellezza e la Misericordia di Dio.
Vivere tutto questo è stato e continua ad essere per me l’esperienza più bella, che è sempre motivo di continua crescita e di formazione personale e che sicuramente mi fa sentire al mio posto, a casa.
La Professione Solenne è un “per sempre” che oggi può spaventare molti. Che significato assume per te questo si definitivo?
Il sì che professiamo è la risposta ad una chiamata d’amore. E’ Lui che chiama sempre per primo, noi rispondiamo al Suo Amore con la libertà dei figli di Dio, che non obbliga, ma lascia piena libertà e il Suo Amore si evince proprio da questo. Rispondere alla sua chiamata per me è un prendere parte al progetto meraviglioso che Dio ha tracciato personalmente.
Penso sempre al pesciolino d’acqua dolce, il quale non può certo vivere nell’acqua salata, perché l’acqua dolce del fiume è il suo posto e li che lui respira e così credo sia per ognuno di noi… ognuno ha la sua chiamata.
La nostra cara Beata Madre Maria Candida dell’Eucaristia diceva: “ una cosa sola è necessaria, fidarsi di Gesù Amore”; questa credo sia la risposta giusta, fidarsi di Colui che mai delude ed essere consapevoli che la chiamata alla vita consacrata, a un “per sempre” con Lui, è un dono immenso e che Lui non verrà mai meno alle Sue promesse, perché la Sua fedeltà è per sempre!
Dio è Amore, non chiama all’infelicità, ma alla gioia piena e profonda.
Di certo non ci ha detto che nel seguirlo non mancheranno mai le difficoltà, ma che Lui non verrà mai meno.
Il sì definitivo, il sì “per sempre” per me è un dire a Gesù: “ eccomi, sono qui, mi hai chiamata, insegnami ogni giorno a compiere la Tua volontà nella mia vita. Non mi appoggio a me stessa, ma al Tuo grande Amore e alla Tua fedeltà. Tu stesso mi insegnerai ogni giorno ad esserti fedele e a camminare sui Tuoi passi”.
Quale speranza o desiderio porti nel cuore per la tua comunità e per il mondo che guardi da dentro il Carmelo?
Sicuramente la speranza e il desiderio che porto oggi nel cuore è quello della pace, ma di una pace non solo nel mondo, ma che cominci nel cuore di ognuno di noi, perché se nel nostro piccolo quotidiano non viviamo in pace con noi stessi e con gli altri, come possiamo parlare di pace nel mondo? Partire quindi da una conversione personale, perché credo che un cuore pacificato possa divenire vero operatore di pace anche per gli altri e speranza per il mondo in cui viviamo oggi che purtroppo è contrassegnato da violenze di ogni genere, guerre di ogni tipo, incomprensioni e divisioni, valori purtroppo capovolti, un mondo dove non si ha più il coraggio di chiamare male il male e bene il bene, un mondo dove vince il più forte a scapito del più debole.
Spero e prego inoltre che tanti giovani possano riscoprire la bellezza del Vangelo e rispondere senza paura alla chiamata di Dio che continua di certo a chiamare.
Lui spiana sempre il cammino , aspetta solo una risposta generosa. Quando noi veniamo meno per timori e incertezze, Lui ci afferra e viene in aiuto sempre!
Per la mia carissima comunità che tengo nel cuore ho un desiderio grande che è quello di nuove e sante vocazioni e di vivere sempre più unite a Cristo per camminare insieme verso il Cielo. Spero e prego inoltre perché presto possa essere canonizzata la nostra cara Beata Madre Candida dell’Eucaristia per una testimonianza eucaristica non soltanto per la nostra chiesa locale ma anche per tutta la chiesa universale.
