Vita Cristiana

Pubblicato il 13 Giugno 2026 | di Redazione

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Dove cercare il Vivente

Quando si parla della Sindone, molti di noi hanno già una propria opinione in merito: chi la crede un falso medievale, chi invece una testimonianza (tra le altre) dell’evento più grandioso della storia.

Eppure, perfino i sostenitori di tesi diametralmente opposte, su un punto possono concordare: «La Sindone è provocazione all’intelligenza»[1].

Come del resto una provocazione all’intelligenza sarà sembrata alle donne giunte al sepolcro la mattina di Pasqua l’affermazione degli angeli che, dopo quasi duemila anni è rivolta anche a noi, a ciascuno di noi e a te che leggi: perché cerchi tra i morti Colui che è vivo?

Ci si chiederà allora legittimamente: dove cercare dunque Colui che è vivo?

Lasciamo per un attimo in sospeso questa impegnativa domanda.

L’arciprete parroco della Basilica di San Giovanni Battista di Vittoria, don Salvatore Converso e il Superiore della Congregazione del SS. Crocifisso prof. Emanuele Martinez hanno fortemente desiderato che la Basilica ospitasse dal 13 al 22 marzo 2026 una mostra itinerante sulla Sindone, aperta da una splendida conferenza, alla quale ha partecipato anche Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giuseppe La Placa, Vescovo della nostra diocesi.

L’evento è stato reso possibile grazie alla preziosa collaborazione con il C.I.S.S. (Centro Internazionale di Studi sulla Sindone) e il Museo della Sindone di Torino.

“L’Incontro” è stato il titolo scelto per riassumere l’evento: certamente un incontro tra la Chiesa di Ragusa e quella di Torino, tra le diverse persone e realtà che hanno collaborato tra di loro per la riuscita della mostra, ma soprattutto – fine senz’altro ambizioso, ma non superbo – occasione di incontro tra ciascuno dei partecipanti all’evento con Colui che dalla Sindone è inevitabilmente chiamato in causa.

La conferenza ha avuto come relatore d’eccezione il dott. Federico Valle, appassionato e generoso studioso del C.I.S.S. che ha saputo trasmettere con grande competenza e chiarezza informazioni, spunti di riflessione e scoperte (scientifiche e non) sul telo sindonico ai numerosi presenti la sera del 13 marzo in Basilica.

Il tutto con continui richiami ai passi del Vangelo relativi alla passione del Signore e alla testimonianza della sua risurrezione, proclamati dai diaconi Giovanni Corbino e Domenico Guastella.

La mostra è stata visitata da moltissimi visitatori, tra cui alunni di scuole di diverso grado della città, accompagnati dagli insegnanti e alcune volte anche dai loro genitori, spesso guidati con passione da don Mario Modica, vicario parrocchiale.

Per l’eccezionalità dell’evento, la Congregazione ha ritenuto opportuno esporre alla venerazione dei fedeli, soltanto nelle giornate di apertura e chiusura della mostra, anche il simulacro in cartapesta del Cristo, venerato dalla Città il Venerdì Santo, che è stato posto al di sotto della copia del telo.

Per molti è stato emozionante vedere l’emblema della sofferenza, il corpo morto del crocifisso adagiato sul tradizionale cataletto accostato al chiarore della copia della Sindone illuminata da una luce, quasi a voler suggerire che le sofferenze in Cristo sono trasfigurate e assumono un significato diverso.

È stata per tutti un’occasione per sostare in silenzio davanti alla riproduzione fedele del sacro lino, concessa dal Museo della Sindone ed esposta all’interno dell’ex Oratorio della Congregazione del SS. Crocifisso, per interrogare il telo, per interrogarsi, per avere un momento di intimità con l’Uomo crocifisso, l’immagine del quale è impressa da macchie delicate appena visibili sul telo: bella metafora di Chi si propone con delicatezza e discrezione ma non si impone mai.

A diverse settimane dall’evento si apprezza dopotutto l’estrema umiltà della Sindone che non ha mai parlato per un momento di se stessa, ma è stata sempre uno straordinario pretesto per parlare di Gesù e per permettere a quanti si sono accostati ad essa di contemplare il suo sacrificio d’amore sulla croce ed il suo desiderio di incontrare sempre, instancabilmente ciascuno di noi, in qualsiasi condizione ci troviamo, anche in occasioni ed esperienze quotidiane e apparentemente “ordinarie”, come una mostra, una conferenza.

Ma tutto quanto vissuto in quei giorni di ascolto – osservazione – contemplazione – incontro non è che un piccolo assaggio di ciò che possiamo vivere nell’ordinaria straordinarietà (mi si passi il gioco) della santa Messa, dei sacramenti, dell’adorazione Eucaristica, dell’ascolto e della meditazione della Parola, dell’incontro col corpo mistico di Cristo nei legami fraterni che sono rinsaldati da Lui.

Tutte esperienze di incontro con Cristo nella fede e nell’amore che abbiamo la grazia di poter vivere ogni giorno sotto casa, ovunque ci sia una chiesa.

In fin dei conti, è stata la Sindone stessa a suggerirci come rispondere a quell’abissale domanda iniziale: dove cercare dunque il Risorto?

Nella Sua Chiesa!

Giorgio Cicciarella

[1] San Giovanni Paolo II, Papa, discorso in occasione della visita pastorale a Torino del 24 maggio 1998, cfr. https://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/travels/1998/documents/hf_jp-ii_spe_24051998_sindone.html

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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