Scuola, famiglie e territorio alleati per i giovani
Con il suono dell’ultima campanella si conclude l’anno scolastico, ma non si interrompe il cammino educativo. La crescita dei ragazzi non conosce calendari e, proprio quando si chiudono le aule, si apre il tempo della comunità.
Il Patto Educativo Globale, nelle pagine dedicate al contesto, alla visione e alla missione, ci ricorda che viviamo una stagione segnata da profonde fragilità relazionali. Nessuna istituzione può affrontarle da sola. La scuola resta un presidio fondamentale, ma non può essere lasciata sola nel compito di accompagnare le nuove generazioni. Ed educare significa costruire legami, ricomporre alleanze, generare speranza.
La visione proposta da Papa Francesco è quella di un “villaggio dell’educazione”, nel quale famiglie, istituzioni, Chiesa, associazioni, sport e volontariato condividono una responsabilità comune. È la stessa prospettiva richiamata dagli studi sulla corresponsabilità educativa e dai Patti Educativi di Comunità: i ragazzi crescono meglio quando gli adulti si riconoscono reciprocamente come alleati e non come soggetti separati.
L’estate, allora, non rappresenta una sospensione dell’educazione, ma un tempo diverso di apprendimento. Le ricerche sul cosiddetto summer learning loss mostrano come la crescita dei bambini e degli adolescenti dipenda fortemente dalla qualità delle esperienze vissute durante la pausa scolastica. Per questo il Piano Estate del Ministero dell’Istruzione e del Merito valorizza la scuola aperta, la socialità, l’inclusione e la collaborazione con il territorio.
Come ci ricorda Alberto Pellai, educare significa “allenare alla vita”, evidenziando il bisogno dei giovani di trovare adulti capaci di accompagnarli nella costruzione della propria identità ed invitandoci ad “organizzare la speranza”, perché educare significa continuare a credere nel futuro.
In questo compito nessuno può sentirsi estraneo. Genitori, insegnanti, catechisti, educatori, amministratori, volontari e operatori del territorio condividono la stessa responsabilità: offrire ai ragazzi occasioni di incontro, di servizio, di scoperta e di crescita.
La scuola chiude i registri, ma non viene meno la sua missione. Essa continua nelle famiglie, negli oratori, nei campi estivi, nello sport, nelle associazioni e nelle relazioni quotidiane. Perché, come ricorda Papa Francesco, per educare un bambino occorre un intero villaggio. Ed è proprio nella forza di questa comunità educante che si custodisce la speranza del domani.
Daniela Mercante
Dirigente dell’Ambito Territoriale di Ragusa – Ufficio IX
