«Sono partito per aiutare la mia famiglia. Oggi sogno di costruire qui il mio futuro»
Mi chiamo Ziyād, ho 22 anni e vengo dall’Egitto. Sono il primo di tre figli e sono cresciuto in un piccolo paese, in una famiglia molto povera. La nostra vita non è mai stata semplice, ma tutto è diventato ancora più difficile quando le condizioni di salute di mia madre sono peggiorate a causa di una patologia al fegato.
Vederla stare male e non poter fare nulla è stato molto difficile per me. Sono il figlio maggiore e sentivo dentro di me la responsabilità di aiutare la mia famiglia. Mio padre, pur non avendo grandi possibilità economiche, ha deciso di indebitarsi per permettermi di partire e raggiungere l’Italia. Non è stato facile lasciare la mia casa, la mia famiglia e tutto ciò che conoscevo. Ma dentro di me avevo una speranza: poter trovare un lavoro, costruire un futuro e aiutare mia madre e i miei fratelli.
Il viaggio è stato lungo e doloroso. Sono arrivato in Libia, dove ho vissuto momenti terribili. Ho subito violenze e torture e per molto tempo ho avuto paura. Poi è arrivato il momento della partenza via mare. La traversata non è stata facile: avevo paura di non farcela, ma continuavo a pensare alla mia famiglia e al motivo per cui avevo deciso di partire.
Quando finalmente sono arrivato in Italia, ho provato sentimenti diversi: la paura per ciò che sarebbe successo, ma anche la speranza di poter ricominciare.
Oggi mi trovo al Centro Servizi. Qui ho incontrato persone che mi hanno accolto e mi hanno fatto sentire meno solo. Mi stanno aiutando nelle necessità quotidiane, ma soprattutto mi stanno accompagnando verso un percorso di autonomia. Per me significa molto: dopo tutto quello che ho vissuto, poter pensare nuovamente al futuro è una cosa preziosa.
So che la strada da percorrere è ancora lunga. Voglio imparare, trovare il mio posto e diventare sempre più autonomo. Soprattutto, desidero poter aiutare la mia famiglia, perché non dimentico il sacrificio che mio padre ha fatto per permettermi di arrivare fin qui.
Ho anche le mie passioni e i miei sogni. Mi piace molto il calcio e mi piacerebbe poterlo vivere anche qui, incontrare persone e sentirmi parte di una comunità.
Non so ancora esattamente cosa mi riserverà il futuro. So però che voglio provarci. Dopo le difficoltà che ho attraversato, ho imparato che la speranza può essere più forte della paura.
«Sono venuto in Italia per aiutare la mia famiglia. Ora voglio costruire il mio futuro e, un giorno, poter aiutare anche gli altri».
