Obesità infantile
Potrebbe oggi definirsi una delle patologie endemiche del terzo millennio, è l’obesità infantile, purtroppo presente in maniera sempre più massiva tra i bambini della scuola dell’infanzia e primaria del nostro Paese. L’importante problematica è stata sviscerata nel corso di un convegno nazionale tenutosi alla Scuola regionale di sport della Sicilia, promosso dal Conapefs. Il collegio nazionale dei professori di educazione fisica e sportiva, presieduto da Giuseppe Cilia, si è voluto confrontare su una questione di grande interesse, con la collaborazione della Scuola regionale e dell’Ufficio scolastico provinciale di Ragusa. L’importanza del convegno è stata testimoniata dalla presenza di illustri relatori, tra cui il prof. Carmelo Bazzano, docente emerito dell’Università del Massachusetts, che si è soffermato a spiegare come l’obesità affligge i bambini e come questa epidemia è stata affrontata negli Usa: nello specifico ha sottolineato che cosa è possibile imparare d’ambo le parti nel contesto di un raffronto. La dottoressa Emanuela Greco dell’Università “Foro Italico” di Roma ha puntato l’attenzione, invece, sulla realtà italiana dell’obesità infantile mentre il prof. Mario Bellucci, esperto di attività motoria preventiva e adattata, ha illustrato le linee programmatiche del mondo della scuola. Da parte sua il professor Fabrizio Perroni dell’Università degli studi di Torino ha affrontato la connessione tra obesità infantile e attività motoria.
Dopo l’apertura dei lavori da parte del delegato provinciale del Coni di Ragusa, Sasà Cintolo, il presidente Cilia ha detto: “Questo convegno nazionale è stato organizzato per rivolgersi ad una fascia d’età specifica, quella che va dai tre agli undici anni. La questione è molto seria, perché le ultime ricerche, gli ultimi studi dicono che se non si riesce a debellare l’obesità quando si è piccoli, poi si portano avanti, con il trascorrere degli anni, tutta una serie di problemi. Ecco perché diciamo che si tratta di una questione importante da affrontare oggi. Infatti, mentre prima lo si riteneva un problema soltanto estetico, adesso l’obesità è diventata una malattia vera e propria con delle conseguenze molto gravi, spesso a carico dell’apparato cardiocircolatorio e dell’apparato muscolare. Ed ecco perché sosteniamo che si tratti di un problema che bisogna risolvere”. La novità del convegno è stata data dal fatto che il tema è stato trattato a trecentosessanta gradi, quindi dal punto di vista motorio, sul piano psicologico e dal punto di vista medico. Ogni relatore ha esposto il problema illustrando quali sono le cause che determinano l’obesità, quali gli effetti e soprattutto chiarendo le proposte operative per combatterla. “Sappiamo che le cause dell’obesità infantile – ha aggiunto Cilia – sono prevalentemente due: da un lato la pigrizia motoria, dall’altra parte l’alimentazione non corretta. I relatori hanno affrontato i molteplici aspetti della questione con dovizia di particolari”. “Il convegno tenutosi alla Scuola dello sport – ha affermato Sasà Cintolo – ci ha consentito di fare chiarezza sulle proposte operative per prevenire l’obesità infantile e porre rimedio alle conseguenze negative determinate dalla stessa obesità”.
