Conoscersi e condividere: l’inclusione nasce dal basso
L’Ufficio per la mobilità umana della Diocesi di Ragusa, al fine di intervenire con più incisività nel settore dell’integrazione, dell’intercultura, delle attività di inclusione sociale che rendano protagonisti i migranti, ha pensato al progetto “Abc dei diritti, istruzioni per l’uso”.
La riflessione di partenza è che il necessario processo di integrazione è un processo lento che va coltivato giorno per giorno. L’attenzione verso i migranti da parte della comunità non può evidentemente ridursi all’unica giornata nazionale di sensibilizzazione; è infatti importante realizzare gesti concreti di solidarietà ogni giorno, nel semplice scorrere ordinario del tempo, perché l’uomo, l’altro, il diverso, il forestiero, irrompe e la vita diventa straordinaria.
Nell’ampliare i quattro verbi indicati nel 2018 per affrontare la sfida pastorale dell’immigrazioni (accogliere, proteggere, promuovere, integrare), Papa Francesco ha elencato altre sei coppie di azioni molto concrete (conoscere per comprendere; farsi prossimo per servire; riconciliarsi per ascoltare; crescere per condividere; coinvolgere per promuovere; collaborare per costruire). Nella quarta coppia di verbi, Papa Francesco ha messo in correlazione la crescita con la condivisione, quale presupposto per uno sviluppo umano integrale e solidale. La questione della giustizia globale si intreccia con quella della distribuzione delle risorse del pianeta, perché senza condivisione non può esserci neanche un vero sviluppo per tutti.
Il richiamo al principio di destinazione universale dei beni oggi può contribuire a ricollocare la riflessione etica sulla migrazione nel quadro della giustizia sociale e del rispetto dei diritti dei migranti. Da decenni il fenomeno della mobilità territoriale degli uomini ha assunto un ritmo più accelerato, e sono stati individuati quali fattori principali: la povertà, i conflitti sociali, le guerre, le diseguaglianze economiche, la pandemia, la crisi climatico-ambientale. Ma se questo dato può considerarsi ormai consolidato, altrettanto non può dirsi dell’analisi sulle conseguenze che la mobilità umana ha sul singolo individuo.
La mobilità causa un mutamento profondo nell’uomo, in quanto incide sul suo modo di pensare, sul suo stile di vivere. La mobilità determina lo sradicamento dall’ambiente originario, una accentuata solitudine, un isolamento nell’anonimato. Ne può derivare sia il rifiuto più o meno consapevole del nuovo contesto, sia la sua accettazione critica in polemica con l’esperienza precedente, sia l’atteggiamento passivo, fonte di alienazione culturale e sociale.
Per questo motivo la Chiesa si deve sforzare di offrire a tutti i migranti non solo i conforti della cura pastorale, ma deve adoperarsi anche perché siano ben definiti e rispettati i diritti della persona umana e i fondamenti anche della vita spirituale. Infatti, elemento imprescindibile è il rispetto dei diritti fondamentali della persona umana sia perché i governanti li riconoscano e dopo averli riconosciuti li tutelino, sia perché tutti migranti si sentano inseriti nel complesso delle funzioni della comunità che li accoglie avendo quindi cura di individuare i doveri da compiere.
Si afferma che le migrazioni saranno la conseguenza non di una coazione ma di una libera scelta della persona umana solo nel momento in cui il capitale cercherà il lavoro e non il lavoro sia costretto a cercare il capitale. Importanti anche i doveri di chi migra verso la comunità accogliente; è necessario che queste persone imparino la lingua cosicché possono più facilmente integrarsi con la società di destinazione.
Sulla base di questa riflessione complessiva, grazie al Fondazione Migrantes, alla Diocesi di Ragusa e al contributo dell’8 per mille, si è realizzato un progetto focalizzato sia su di un’attività di informazione e formazione; sia su di un attività di alfabetizzazione e cooperative learning dei cittadini stranieri residenti nella città di Ragusa, precisamente nel centro storico di Ragusa, coinvolgendo le parrocchie del centro storico di Ragusa (cattedrale San Giovanni Battista, parrocchia Ecce Homo, parrocchia San Francesco di Paola, parrocchia Angelo Custode, parrocchia San Francesco d’Assisi, parrocchia SS Salvatore), nonché le parrocchia di San Pier Giuliano Eymard di Ragusa e Maria SS. di Portosalvo di Marina di Ragusa.
L’attività informativa e formativa é stata svolta nella forma dello sportello.
L’attività di sportello ha avuto inizio il 15 marzo 2024. Complessivamente sono state erogate 216 ore di attività informativa, formative e consulenziale allo sportello, cui devono aggiungersi sia l’attività e le ore per l’assistenza ai richiedenti, sia le ore dei professionisti esterni in tema di imprenditoria e medicina sociale. Nell’arco temporale indicato, si sono rivolte allo sportello 68 persone. Di queste, cinquantotto soggetti erano di origine extracomunitaria (Tunisia, Albania, Sudan, Marocco, Nigeria, Bangladesh, Brasile, Venezuela, Riad, Pakistan e Turchia), dieci comunitari (Italia, Romania e Bulgaria). Le richieste rivolte allo sportello hanno riguardato le seguenti tematiche: ingresso nel territorio dello Stato, diritto alla cittadinanza, diritto alla salute, problematiche lavoristiche, diritti sociali.
Per quanto riguarda lo svolgimento di attività di informazione/formazione e di alfabetizzazione e supporto didattico in favore di cittadini stranieri e non residenti nel centro storico della città di Ragusa, l’associazione I Tetti Colorati Onlus si è occupata del supporto allo studio e dell’alfabetizzazione per adulti. Si è lavorato per creare un ambiente sicuro e stimolante in favore di bambini, ragazzi e adulti promuovendo l’educazione ai diritti umani attraverso attività ludiche e didattiche.
In totale 78 incontri da 4 ore ciascuno. L’attività di cooperative learning si è svolta presso l’aula studio di via Ecce homo 214. Le attività ludico/educative rivolte ai ragazzi sono state divise in due fasi. Nella prima fase si è previsto un accompagnamento allo studio, erogato attraverso le metodologie del cooperative learning, della flipped classroom e della peer education. La seconda fase ha previsto lo spazio educativo estivo.
Il gruppo dei minori che ha frequentato il doposcuola è stato un gruppo eterogeneo, caratterizzato da età e provenienze differenti, per un totale di 25 studenti. La gran parte dei discenti è stata di provenienza albanese, con una piccola percentuale di studenti tunisini e marocchini oltre che italiani. Per tale motivo, ci si è avvalsi del supporto di mediazione linguistica. Al termine del periodo scolastico il doposcuola per minori si è trasformato in uno spazio ludico/educativo che ha previsto attività artistiche, creative oltre che una serie di escursioni a tema volte alla conoscenza del territorio.
Al termine si è organizzata, grazie alla partecipazione dei ragazzi e dei genitori, una festa conclusiva delle attività presso i locali del centro pastorale della Cattedrale San Giovanni Battista in Ragusa. All’evento hanno partecipato circa 50 persone in quanto si è data la possibilità di invitare amici e familiari nell’ottica di una condivisione di cibo, bevande musica e balli. L’evento è stato anche occasione per presentare agli ospiti il programma svolto attraverso una produzione audiovisiva.
Il progetto “Abc dei Diritti” ha avuto un impatto significativo sia sulla formazione ed informazione di quanti si sono rivolti allo sportello, sia sullo sviluppo educativo e sociale dei bambini coinvolti. Si ritiene possa essere utile proseguire con questa esperienza, non soltanto per i risultati conseguiti, ma anche per l’alta richiesta di supporto pervenuta durante i mesi di progetto.
L’intenzione dell’ufficio è quello di ripresentare il progetto, mantenendo a Ragusa, per esigenze di continuità, l’attività di formazione e informazione una volta la settimana e spostandosi sui territori di Santa Croce Camerina e Scoglitti per altri due giorni della settimana. I nuovi territori sono stati individuati quali territori che presentano significative presenze di comunità di immigrati e nelle quali si spera di continuare l’ottima esperienza avvenuta a Ragusa.
Enrico Schembari
