Società

Pubblicato il 27 Dicembre 2024 | di Enrico Giordano

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Comunicare la realtà alla luce della fede

“Buona notizia” così si potrebbe tradurre la parola “Vangelo” (dal greco εὐαγγέλιον) e da questo si capisce che il primo compito del cristiano non è una morale ineccepibile o una perfetta liturgia, anche, ma prima viene l’annuncio di un fatto straordinario e bellissimo: un Dio che si fa nostra compagnia.

Quindi comunicare è sempre stato essenziale fin dal principio per la Chiesa.

Negli anni ottanta c’era un gran fermento, alla carta stampata si erano aggiunte radio e televisioni private, “libere” così la nostra Diocesi decise di uscire all’esterno, di dotarsi di strumenti per raggiungere i suoi fedeli, ma anche quelli che fedeli non erano, con l’umiltà di chi si approccia ad entrare i territori inesplorati, ma al contempo, la consapevolezza di poter dire una parola vera sulle esperienze umane.

Provenivo dall’impegno dei referendum contro la legge 194/78 e da quello nel “segretariato dei giovani” (antesignano dell’attuale Ufficio) ed aderii all’invito di assumere la direzione della testata dell’allora vescovo Rizzo, del compianto padre Carmelo Tidona e dell’indimenticato Gaetano Trovato, primo laico a capo dell’Ufficio Comunicazioni Sociali e, contemporaneamente, prezioso caporedattore di quello che sarebbe stato il periodico della Diocesi.

Così benedetti da un convegno regionale proprio a Ragusa della Federazione Italiana Settimanali Cattolica (F.I.S.C.) è stato varato Insieme, giornale e radio: la scommessa iniziale era quella di essere strumento di lettura sul territorio giocato in modo non confessionale, ad esempio, con la distribuzione nelle edicole o in abbonamento per il giornale ed affrontando il tempestoso mare delle emittenti “libere” per la radio.

Non si trattava, da una parte, solo di valorizzare le tante iniziative ecclesiali strettamente intese nei vari paesi, ma anche di «consentire uno scambio di idee e di esperienze fra i numerosi movimenti ecclesiali e le associazioni di ispirazione cristiana…e attivissimi, anche se non sempre conosciuti… all’interno dello stesso mondo cattolico» come leggiamo nell’editoriale del numero zero datato 8 dicembre 1984. E in effetti tanti contribuirono dei cattolici impegnati del tempo ed altri incominciarono da allora ricevendo il testimone fino ad oggi.

Dall’altra c’era il tentativo di contribuire, nel nostro piccolo, a dare una chiave di lettura dei grandi avvenimenti nazionali ed internazionali guardati dal punto di vista di una, per certi aspetti, “periferia”.

Eravamo tutti volontari e ricordo le serate (talora nottate) per comporre il “mosaico” di notizie, contributi, spazi e grafica, a volte come “quadrare il cerchio”.

Tanto è cambiato da allora la periodicità, i mezzi tecnici (ora abbiamo strumenti nel nostro pc di cui allora solo i laboratori di grafica godevano), la redazione che si è dovuta adeguare anagraficamente.

Tanto è rimasto: la voglia di comunicare, di condividere i piccoli (a volte persino sconosciuti, ma non meno significativi) ed i grandi (con motivazioni a volte molto piccole) fatti che ci accadono intorno visti con una fede che non ignora, né edulcora i fatti, ma anzi si fa metodo della ragione per conoscere la realtà nella sua essenza più profonda.

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Autore

Nato a Ragusa nel 1959. Bancario dal 1979 al 2022. Aderisce all’associazionismo ecclesiale ed è dedito al volontariato rivolto verso l’aiuto alimentare agli indigenti e per il rispetto del diritto alla vita. Già direttore di Insieme e presidente del Movimento per la Vita di Ragusa.



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