Attualità

Pubblicato il 9 Maggio 2025 | di Emanuele Occhipinti

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“Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”

Siamo ansiosi. Siamo ansiosi delle parole del nuovo Pontefice. Siamo ansiosi di ascoltare le parole del nuovo Papa senza la mediazione di chi gli tira la bianca talare ora da un lato ora dall’altro. Siamo ansiosi di capire alcune cose che nella notte ci hanno frullato in testa e sono stati oggetto dei primi commenti: perchè ha scelto il nome Leone XIV? Perchè ha rispolverato, ritornando alla tradizione, mozzetta rossa e stola ricamata per affacciarsi dalla Loggia delle Benedizioni? Sarà tradizionalista o seguace di Francesco? La stampa di tutto il mondo ha passato la notte a scovare foto e notizie, documenti e indiscrezioni, mentre una marea di commentatori ha analizzato parola per parola il suo saluto al mondo e la sua prima Benedizione “Urbi et Orbi”, apprezzandone, questo si unanimemente, il suo incipit: “La Pace sia con voi!”

Ma ora siamo pronti a capire, quasi fosse un programma elettorale da mostrare all’opinione pubblica, quale sarà la sua linea. L’occasione è la sua prima omelia durante la Celebrazione Eucaristica con i Cardinali elettori nella Cappella Sistina. Occhi e orecchie in ansiosa attesa. Ed arriva subito un’ondata di profumo cristologico e di umile servizio: “sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”. Altro che proclami di potenza e di supremazia; far posto a Cristo, ha indicato Papa Leone XIV, è “un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità”.

Come avviene ciò per la Chiesa? “Attraverso la santità dei suoi membri, di quel popolo che Dio si è acquistato perché proclami le opere ammirevoli di lui, che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua luce meravigliosa”. E immediatamente ci richiama a ripetere l’essenziale della fede cristiana: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. “È essenziale – richiama alla sua prima occasione Leone XIV – farlo prima di tutto nel nostro rapporto personale con Lui, nell’impegno di un quotidiano cammino di conversione. Ma poi anche, come Chiesa, vivendo insieme la nostra appartenenza al Signore e portandone a tutti la Buona Notizia”.

Smarrire questa consapevolezza ci fa correre il rischio di vivere un ateismo di fatto. Non mancano infatti i contesti in cui “Gesù, pur apprezzato come uomo, è ridotto solamente a una specie di leader carismatico o di superuomo, e ciò non solo tra i non credenti, ma anche tra molti battezzati”. Ovvero contesti che considerano “Gesù una persona totalmente priva d’importanza, al massimo un personaggio curioso, (…) e quando la sua presenza diventerà fastidiosa per le istanze di onestà e le esigenze morali che richiama, questo “mondo” non esiterà a respingerlo e a eliminarlo”

“Colpisce, di questi due atteggiamenti, la loro attualità. – sottolinea Papa Prévost – Essi incarnano infatti idee che potremmo ritrovare facilmente – magari espresse con un linguaggio diverso, ma identiche nella sostanza – sulla bocca di molti uomini e donne del nostro tempo”.

In questo mondo di contesti ambigui e fuorvianti “in cui la fede cristiana è ritenuta una cosa assurda, per persone deboli e poco intelligenti” ovvero contesti in cui “ad essa si preferiscono altre sicurezze, come la tecnologia, il denaro, il successo, il potere, il piacere”, siamo chiamati a testimoniare la fede gioiosa in Gesù Salvatore”.

Niente politiche internazionali, anticipazioni sui nuovi assetti di Curia o pronunciamenti sulle nuove linee dottrinali. Una chiara prospettiva di centralità della fede in Gesù Salvatore da riscoprire per ciascun cristiano e da annunciare al mondo desideroso di Salvezza.

Per il resto ci sarà tempo, collegialità, sinodalità, discernimento, confronto e arriverà il momento delle decisioni.

Dio gli dia questa grazia, oggi e sempre, come ha egli stesso ha invocato, con l’aiuto della tenerissima intercessione di Maria Madre della Chiesa.

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Autore

Laureato in Scienze Economiche e Bancarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha lavorato dal 1990 presso Banca Agricola Popolare di Sicilia, prima nei servizi di agevolazione e credito alle imprese e successivamente in staff alla Direzione Marketing. E’ impegnato nell’associazionismo e nel volontariato nazionale ed internazionale, settori per i quali svolge anche il ruolo di formatore. Già presidente diocesano di Azione Cattolica, è, in atto, Direttore dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ragusa e membro del Consiglio Nazionale della FISC (Federazione Italiana Settimanali Diocesani).



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