Maria SS. Addolorata cuore della comunità
È maggio… è festa!
A Comiso è il mese di Maria Addolorata, celebrata solennemente nella Basilica Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle. La macchina organizzativa vede impegnati gruppi gioiosi di fedeli, donne, uomini, ragazzi e anziani. Tutti insieme, per onorare ancora una volta Maria, grazie alla piena collaborazione dei comisani, con la ferma certezza di fare sempre poco per Lei, porta larga per il Cielo!
Nell’aria risuonano voci di bambini, che intonano più e più volte “Muova l’inno esultante dei figli, si sprigioni l’accento d’amore: lo ripeta ogni labbro, ogni core alla Madre Regina del Ciel”. L’epilogo gioioso è quando il settecentesco simulacro di Maria SS. Addolorata arriva in piazza Fonte Diana gremita di gente festante, poi improvvisamente silente alle prime note della banda per l’Inno dei bambini che, al termine, tra urla gioiose di “Viva Maria Addolorata!” e sventolio di fazzoletti bianchi, lasciano volare palloncini colorati, gelosamente custoditi, fino al termine dell’Inno.
La Festa non è solo la banda, lo sparo festoso delle bombe, gli spettacoli, la processione ma è, soprattutto, il simbolo dell’unità della comunità che, seppur fatta di sensibilità e modi di vedere diversi, al momento della festa e sotto lo sguardo amorevole di Maria, collabora e mette a frutto i propri talenti. Chi rende maestoso l’altare, ammirato dai fedeli, mentre scende la pioggia di petali, durante la “Svelata”; chi si impegna nei canti; chi sistema i tradizionali costumi dei paggi che, in processione, portano gli accessori che adornano il simulacro di Maria; chi contribuisce alle pulizie della chiesa; chi s’impegna nell’oneroso compito di reperire gli introiti necessari per affrontare le spese una festa richiede.
Maggio, però, non è solo tradizione e folklore: è anche momento di riflessioni e spiritualità. L’incontro con la scrittrice Cecilia Galatolo che, in modo semplice ha raccontato la santità del Beato Carlo Acutis, fatta non di gesti eclatanti ma di piccole attenzioni quotidiane per le persone vicine, ha fatto riflettere tutti, grandi e piccini: ciascuno di noi è chiamato alla santità; l’importante è “mettere al centro Dio e non l’Io”, come amava dire Carlo.
L’incontro con Cristian Fontana, autore di “Un cuore di padre”, ha consentito di domandarci qual è il ruolo dei padri oggi e come esso non può scindersi dalla valorizzazione del ruolo delle donne e delle madri per garantire ai figli una crescita sana ed equilibrata, anche nei momenti in cui genitori si separano.
Con la riposizione della statua dell’Addolorata nella propria nicchia si chiudono i festeggiamenti di quest’anno, e già il pensiero va all’anno che verrà…e sarà nuovamente Festa!
Giovannella Incardona e Dario Brafa
