Vita Cristiana

Pubblicato il 11 Febbraio 2026 | di Redazione

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L’esempio di Piergiorgio Frassati

Parlare di un Santo non significa dare informazioni sulla sua vita e basta. Parlare di un Santo significa cercare di capire cosa la sua vita dice alla nostra. Abbiamo organizzato, come AC della Chiesa Madre di Comiso in collaborazione con l’Avis, il 21 novembre scorso, un incontro con il prof. Emanuele Fant dal titolo “Piergiorgio Frassati: elogio dei tipi loschi”, di mattina per i ragazzi delle IV e V liceo classico, scientifico e Ite del Carducci; la sera, in Chiesa, per la comunità.

Abbiamo riunito i ragazzi al teatro Naselli. Erano un bel po’!  Un’iniziativa insolita, è vero!  Ma coinvolgere i ragazzi è stato pensato per due ordini di motivi.

Il primo perché i ragazzi di quella età sono bellissimi e pronti a cogliere la bellezza -se c’è- di ciò che gli viene proposto.

In un periodo, fatto di mille progetti, affanni e scelte, è importante fare capire che ogni scelta deve essere ponderata, ogni scelta ha delle basi buone o cattive.  A volte, scelte fatte guardando a cattivi maestri lasciano cicatrici; altre volte, le scelte sono fatte ascoltando la luce che hanno dentro. Ed è allora che BRILLANO!

Tutto dipende dai piccoli semi caduti durante la loro formazione!

L’A.C. ritiene, ecco il secondo motivo,  che la parrocchia è un presidio formativo per il suo territorio e poiché ormai sempre meno giovani e adulti si rivolgono ad essa- come avveniva prima- per bisogno o come luogo di ritrovo, oltre che per le pratiche religiose, allora è la Chiesa che va incontro ai giovani per fare conoscere un “giovane” che, pur vivendo le loro stesse inquietudini e affanni – anche se nel secolo scorso- ha saputo brillare e illuminare  coloro che si sono trovati sulla sua strada.

Le sfide che ha affrontato erano simili a quelle di un giovane di oggi, che per fortuna non ha visto gli orrori della prima guerra mondiale, anche se soffiano venti di guerra!  Ogni tempo ha i suoi problemi.

Non ci sono periodi belli e periodi brutti, dipende tutto da noi, da come li viviamo da come ci poniamo difronte ad essi. Piergiorgio si è impegnato molto per aiutare tutti tenendo sempre gli occhi puntati verso il cielo.

Non aveva quella che può considerarsi una famiglia modello.  Sembrava una delle tante famiglie di oggi, dove spesso ognuno fa vita a sé.  La mamma era artista; il papà direttore di giornale.   A casa non c’era condivisione, non c’era amore. Come testimonierà la sorella ” il camino nella sala da pranzo era spento e il terrazzo senza fiori “.

Eppure Piergiorgio è riuscito a trovare dentro di sé quella luce che gli ha consentito appunto di brillare per sé ma anche per gli altri. E’ importante far capire che ciò che conta, per affrontare gli affanni della vita è tenere sempre presente l’unica e immutabile verità che ci salva.

Lo stesso incontro, proposto la sera agli adulti, ha evidenziato come Piergiorgio può essere un esempio per ogni comunità, in cui ci sono gruppi di diverso genere, che talvolta non riescono a convivere. Piergiorgio è Santo patrono delle confraternite. Lui si spendeva molto, anche fisicamente, per consentire le processioni della Madonna, in un periodo in cui i cattolici non erano visti di buon occhio! Aveva aderito all’Azione Cattolica, perché la sua fame di conoscenza, di quel Dio che gli dava conforto, era tanta! Ma aveva aderito anche alla San Vincenzo, perché era necessario aiutare subito decine di persone in miseria a causa della guerra.  Ha aderito anche ad associazioni cattoliche che non erano nella sua città per il solo intento di incoraggiare i cattolici a non desistere difronte a minacce e angherie. Tutto questo fa capire che non deve esistere l’appartenenza ad un’associazione senza prima di tutto riconoscere l’appartenenza alla Chiesa Universale, affinché l’operato di ciascuna abbia il significato che ci si aspetta. La formazione è fondamentale – di questi tempi, poi! – ma senza la carità è vuoto esercizio intellettuale slegata dalla Parola.

Giovannella Incardona

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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