Società

Pubblicato il 31 Marzo 2026 | di Redazione

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Quando la fede diventa lavoro e famiglia

Vi ricordate il periodo buio del Covid? Ebbene, per noi è stato un anno pieno di luce. Il 14 settembre 2020 abbiamo detto il nostro “Sì” al progetto di Dio su di noi. Da allora lo abbiamo rinnovato ogni giorno, e quel Sì ci ha portati a dare alla luce due splendidi bambini e ad attendere oggi il terzo dono che il Signore ha voluto affidarci.  Col tempo abbiamo capito che Dio ci stava preparando a qualcosa di nuovo, un progetto che avrebbe richiesto coraggio, fiducia e unione. Così, il 14 gennaio 2024, in un periodo di forte crisi economica e in un centro storico spesso dimenticato dal grande flusso commerciale, abbiamo aperto il nostro negozio di articoli religiosi in via Roma: Maranathà.

Non è stata una scelta facile. Aprire un’attività oggi significa affrontare incertezze, spese, burocrazia, e soprattutto la paura di non farcela. Farlo nel cuore di un centro storico significa accettare la sfida di strade meno frequentate, di un commercio che fatica a ripartire, di giornate in cui il silenzio pesa più delle parole. Eppure, proprio lì, abbiamo sentito che Dio ci chiamava a essere presenza, luce, ascolto.

Fin dal primo istante abbiamo percepito che Qualcuno sosteneva tutto questo, anche se non immaginavamo ancora che il Signore ci stesse preparando una strada precisa per farci diventare piccoli evangelizzatori del nome di san Giuseppe. Poco dopo, infatti, ci è stato proposto il percorso dei 33 giorni per conoscere e consacrarsi a san Giuseppe. Fin da subito ci siamo sentiti plasmati da questa figura paterna, misteriosa e amorevole. Tra le tante sfaccettature che lo caratterizzano, una la sentiamo particolarmente nostra: san Giuseppe, padre della Provvidenza. E la Provvidenza l’abbiamo vista davvero. Ogni mercoledì – giorno dedicato al suo culto – accade qualcosa che ci ricorda la sua presenza: un cliente inatteso, una parola che consola, una richiesta di preghiera, un incontro che sembra capitare “per caso”, ma che caso non è. È come se san Giuseppe camminasse tra gli scaffali del negozio e bussasse al nostro cuore.

In tutto questo cammino, il sostegno più grande è stato quello che ci siamo donati l’un l’altro.

Io porto avanti il negozio con dedizione e fiducia, ma senza il sostegno costante di mia moglie nulla sarebbe possibile. Lei è la colonna silenziosa che tiene insieme tutto: la famiglia, i bambini, la casa, il lavoro. È presente in negozio quando serve, accoglie le persone, ascolta, consola, prega con chi entra.  È lei che, nei momenti più duri, mi ricorda che Dio non abbandona; è lei che trasforma la fatica in offerta; è lei che custodisce la pace della nostra casa e del nostro cuore.

In questo mese di marzo abbiamo preso l’impegno, come famiglia, di recitare ogni sera la preghiera del Sacro Manto. Ci ritroviamo nella quiete della nostra stanza, insieme ai nostri due figli, che si lasciano cullare da quelle parole dolci fino ad addormentarsi. Questo momento quotidiano ci sta aiutando a tessere un legame sempre più profondo tra di noi.

Non mancano i periodi difficili, certo. Ci sono giorni in cui il negozio è vuoto, giorni in cui le spese sembrano più grandi delle entrate, giorni in cui la stanchezza pesa. Ma insieme, mano nella mano, uniti da quel filo invisibile che ci lega a Dio, cerchiamo sempre di andare avanti. E teniamo sempre aperta la porta di casa – e del nostro negozio – per accogliere le storie e le vite di chi entra e desidera affidarsi alle nostre preghiere.


Autore

"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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