Vita Cristiana

Pubblicato il 1 Giugno 2026 | di Mario Cascone

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Nel silenzio che salva: la lezione dello Shemà

La preghiera dello “Shemà Israel” (“Ascolta Israele”) viene recitata diverse volte al giorno dal pio israelita. Essa sottolinea anzitutto l’importanza dell’ascolto di Dio, da cui sgorgano la fede nella sua unicità e l’impegno ad amarlo con tutto il cuore e con tutte le forze. Il convincimento profondo che si ricava dalla Sacra Scrittura è che tutto nasce dall’ascolto della Parola di Dio e che su quest’ascolto si fondano la fede, la speranza e la carità. Amare Dio con tutto il cuore e amare il prossimo come se stessi sono essenzialmente il frutto dell’ascolto della Parola di verità.
Cresciuta con questo convincimento è sicuramente la Vergine Maria, che da buona ebrea recita con fede la preghiera dello “Shemà” e appare nei vangeli come la donna dell’ascolto. Già nell’episodio dell’annunciazione dell’angelo Maria si pone in ascolto della Parola di Dio. Di più: accoglie questa Parola, che si fa carne nel suo grembo verginale e vive nel silenzioso raccoglimento il prodigio che si compie in lei, secondo il volere di Dio. Maria è la donna che vive l’ascolto della Parola come obbedienza (da “ob-audire”) al progetto del Signore. E lungo tutta la sua vita perpetua quest’ascolto obbediente, giungendo così fino ai piedi della croce, dove vive in un silenzio raccolto e partecipe il dolore per il Figlio crocifisso. Più di una volta l’evangelista Luca ci dice che Maria “custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (Lc 2, 19.51). Con questo suo atteggiamento la Vergine Santa diventa un modello per tutta la Chiesa.
Anche la Chiesa, infatti, a somiglianza di Maria, nasce dall’ascolto di Dio, che parla al suo cuore. Essa è letteralmente la “ek-klesìa” (dal “ek kaleo”: chiamato da”), essendo il popolo dei convocati dalla Parola di Dio. I figli di Dio, rinati dal battesimo, sono convocati dalla Parola per formare la Chiesa, la comunità dei credenti-redenti. In questa luce si comprende che la comunità ecclesiale si nutre dell’ascolto costante della Parola del Signore, che precede il suo annuncio e fonda il suo magistero.
Sia Maria che la Chiesa vivono, dunque, la virtù dell’ascolto, che consiste nel fare spazio al Signore e alla sua Parola di verità per obbedirvi nella fede e per annunciare a tutti quanto da quest’ascolto hanno ricevuto. Una predicazione evangelica che non nascesse dall’ascolto sarebbe votata sicuramente al fallimento, perché sarebbe frutto solo di una parola umana, che certo non può provocare alcuna conversione. Solo la Parola maturata sul terreno dell’ascolto meditato è feconda e produce frutti di conversione.
Impariamo, dunque, dalla Madre di Gesù a metterci in ascolto del Dio che parla. Pratichiamo con frequenza il silenzio, che è il “clima” migliore per ascoltare e per meditare nel nostro cuore quanto il Signore ci comunica. Fuggiamo dai rumori assordanti e dalle mille distrazioni giornaliere, che ci distolgono dall’ascolto accogliente dell’unica Parola che salva e ci comunica la verità della nostra vita.

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Autore

Sacerdote dal 1981, attualmente Parroco della Chiesa S. Cuore di Gesù a Vittoria, docente di Teologia Morale allo studio Teologico "San Paolo" di Catania e all'Istituto Teologico Ibleo "S. Giovanni Battista" di Ragusa, autore di numerose pubblicazioni e direttore responsabile di "insieme".



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