Società

Pubblicato il 28 Gennaio 2014 | di Silvio Biazzo

Registro Amministrativo delle Unioni Civili a Ragusa?

Fa discutere la creazione del “Registro Amministrativo delle Unioni Civili”, una petizione chiede al Sindaco che sia rinviato o sospeso l’esame della proposta di Delibera. E’ già polemica per la proposta di Delibera a Palazzo dell’Aquila avente per oggetto la istituzione del “Registro Amministrativo delle Unioni Civili” con conseguente approvazione del Regolamento: è stata ufficializzata una petizione popolare sottoscritta da decine di cittadini diretta al Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa, al Sindaco ed ai Capi Gruppo delle Forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale.

Innanzi tutto viene considerato che in ragione del suo specifico contenuto ( interventi di tipo amministrativo in favore delle Unioni civili ), per le sue implicazioni in tema di status delle persone e per la sua interferenza con la vigente legislazione in materia anagrafica e di stato civile e per la sua scontata incidenza in tema di politiche e di servizi per la Famiglia, appare opportuno e doveroso che la proposta di delibera sia preceduta da una ampia e generale riflessione e da un adeguato confronto pubblico che veda direttamente coinvolta la cittadinanza in tutte le sue espressioni e le sue sensibilità. L’istituzione del Registro in parola, per le conseguenze che potranno derivarne in tema di erogazione di prestazioni pubbliche, anziché risolvere rischia di creare nuove discriminazioni, in questo caso a danno della Famiglia, in quanto titolare di diritti e di doveri di fronte alla legge con rilevanza negoziale pubblica. Tale rilevanza è del tutto assente nel caso delle “Unioni civili”, figura non contemplata dalla legislazione nazionale….

Per i sottoscrittori della petizione il Consiglio comunale non sembra avere competenza all’Istituzione di un Registro rappresentativo di uno status giuridico personale, quale indiscutibilmente è l’ “Unione civile”, tenuto conto che le attribuzioni di tale organo sono tassativamente stabilite dalla legge e tra queste non ve n’é alcuna cui possa ricondursi l’istituzione del Registro in parola.

“A fronte di iniziative, come quella in argomento, di dubbio valore giuridico e prive di reale efficacia, si legge ancora nella petizione, altre questioni, davvero urgenti e di portata generale, impongono che siano affrontate con pari rapidità e priorità nel contesto del Welfare comunale, quali: la crescente insufficienza del reddito familiare a far fronte alle necessità dei suoi componenti, la previsione e l’imposizione di carichi fiscali gravanti sui bilanci familiari, di varia natura e di nuovo conio, la preoccupazione per la precarietà di molte situazioni lavorative e la crescente disoccupazione dei giovani e dei meno giovani. la fuga dei giovani dalla terra natia, che non agevola i loro progetti di vita. A ciò si aggiunga la fatica di accudire in ambito familiare i malati, gli anziani, i disabili, i bambini, la crescente richiesta di sostegno alle funzioni genitoriali ed alla vita di coppia, la difficile armonizzazione dei tempi del lavoro e dei tempi della famiglia, nella prospettiva di restituire libertà e dignità ad entrambi i contesti, l’urgenza della ricostruzione di alleanze educative, anche in ambiente scolastico, a tutela del futuro della società civile e di intere generazioni di futuri adulti. E poi ancora la necessità di strumenti di auto e mutuo aiuto familiare che incrementino la coesione sociale, il calo delle nascite, l’elevato numero di separazioni e aborti e la mancanza di adeguati interventi pubblici di prevenzione e sostegno, anche culturale, alla procreazione e alla genitorialità, ed infine le chiusure di esercizi e imprese nel territorio, che portano con sé disoccupazione, indigenza e problematiche sociali”.
Tutto questo dovrebbe indurre a una più approfondita e meditata disamina delle questioni in gioco, non ponendo limiti ma anzi favorendo il più ampio confronto pubblico, per cui i sottoscrittori della petizione (che comprende cittadini di ogni estrazione e ceto sociale e culturale nonché professionisti di chiara fama come l’avv. Alfio Di Pietro) chiedono che il Presidente del Consiglio Comunale, il Sindaco e i Capi Gruppo delle forze politiche rappresentate in Consiglio Comunale, dando prova di responsabilità, vogliano attivare i loro uffici o poteri perché sia opportunamente rinviato o sospeso l’esame della proposta di Delibera in argomento, onde consentire che sulle questioni che formano oggetto o implicate dalla proposta di Delibera in parola si apra un ampio e approfondito confronto con e fra le diverse sensibilità e le diverse espressioni organizzative, civili, politiche e religiose, della Città.


Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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