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Pubblicato il 17 Febbraio 2015 | di Silvio Biazzo

Carabinieri , angeli del 112

Dramma sociale per un giovane disoccupato: operazione di salvataggio in extremis portata a compimento dai militari della compagnia carabinieri di Ragusa: l’evento si è verificato l’altra notte e la tempestiva ed intelligente operazione degli uomini della Benemerita ha permesso di sventare un tentativo di suicidio in città.
Poco prima dell ‘alba un giovane ventenne ragusano ha telefonato al 112 riferendo che stava per fare una “c…..a” (una stupidaggine – ndr) ma che non voleva creare troppi problemi e che quindi avrebbe preferito essere trovato in breve tempo dopo essersi impiccato con una fune in garage.
L’operatore all’altro capo del telefono, capita la gravità della situazione, ha fatto in modo che il giovane non percepisse che i soccorsi erano già partiti il che avrebbe potuto far precipitare la situazione, ha fatto un cenno al collega che gli stava vicini e messo in viva voce la telefonata. L’altro militare, senza parlare, ha iniziato a cercare nella banca dati l’anagrafica del giovane che nel frattempo non voleva indicare il proprio indirizzo per evitare di essere salvato: è intuibile che in questi frangenti il tempo è tiranno, soprattutto se dall’altra parte del telefono c’è un essere umano probabilmente già con un cappio al collo. Quindi mentre il primo operatore cercava di prendere tempo ponendo domande al giovane, che appariva in stato confusionale e ormai disperato, chiedendogli perché lo volesse fare e provando di tanto in tanto a chiedergli l’indirizzo di dove fosse, contemporaneamente l’altro operatore ha trovato l’indirizzo di casa del giovane e tramite un servizio di messaggistica istantanea del telefonino lo ha comunicato a due capi pattuglia che erano impegnati uno su Ragusa e uno su Ibla.
Con la speranza che il ragazzo fosse a casa propria e non in un altro garage, quindi, le due pattuglie – dato fondo al pedale dell’acceleratore- sono andate a casa del giovane e i quattro militari sono piombati in garage dove per fortuna hanno trovato il giovane, ancora con il telefonino in mano e l’hanno bloccato mentre un carabiniere toglieva la fune dalla trave.
I militari hanno cercato di ricondurre il giovane alla calma e hanno chiamato i suoi genitori: è risultato poi che il ragazzo stava attraversando un momento di profonda depressione perché disoccupato e aveva pensato di farla finita. I genitori, presolo in consegna, lo hanno accompagnato dal medico.
Un considerazione più che giustificata: la freddezza, l’esperienza e l’arguzia del carabiniere che ha risposto al 112 e il lavoro di squadra svolto con l’altro operatore e i colleghi sulla strada hanno forse permesso di scongiurare una tragedia personale e familiare.

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Autore

Silvio Biazzo

Giornalista Pubblicista dal 1980 , ha collaborato con Radio Insieme, Avvenire, Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud e tv locali, diploma di Maturità Classica, studi universitari in Giurisprudenza , dal 1993 insignito della Onorificenza di Cavaliere dell’ O.M.R.I.



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