Approfondimenti

Pubblicato il 29 Febbraio 2016 | di Luca Farruggio

Quaresima e fenomenologia del peccato

Nel tempo di Quaresima tutti i cristiani sono chiamati a un periodo di conversione e di lotta spirituale. E tutto ciò avviene nel cuore dell’uomo. Il cuore non è solo il luogo della preghiera, il luogo della relazione-ascolto-dialogo con Dio. Prima di giungere a questa dimensione, nel cuore abita la lotta spirituale, la lotta contro il peccato. Prima di vedere contro chi e contro cosa il cristiano deve lottare, bisogna fare una breve fenomenologia del peccato. Secondo il teologo Špidlík esistono cinque stadi di penetrazione della malizia nel cuore:

  • La suggestione: è la prima immagine fornita dalla fantasia (da qui deriva anche il termine fantasma), il primo istinto. In questa fase ancora l’uomo non ha deciso nulla, ma constata solo la possibilità di poter fare del male.
  • Il colloquio: in poco tempo la suggestione prende forma, e l’uomo comincia a dialogare col suo pensiero cattivo. E’ una situazione che ricorda il dialogo di Eva col serpente.
  • Il combattimento: in questo terzo stadio, un pensiero che si è insidiato nel cuore dopo un lungo colloquio, difficilmente si lascerà scacciare. C’è ancora la libertà di rigettare il pensiero malvagio, ma l’uomo deve affrontare un grande combattimento. La volontà dovrebbe star ferma nella scelta del bene, ma è molto più facile cedere alla tentazione del male.
  • Il consenso: quando la battaglia si perde, l’uomo dà il libero consenso al pensiero cattivo che lo aveva attaccato. Proverà una piccola soddisfazione nell’aver mollato la presa, ma la conseguenza del consenso lo porterà a uno stato di malessere maggiore.
  • La passione: è lo stadio più tragico! Nasce col tempo una perpetua inclinazione a fare il male, e l’uomo trova soddisfazione solo nello sprofondare in azioni malvagie. Certo, proprio qui potrebbe intervenire la misericordia di Dio (nel Salmo 30 si legge: “Signore, dagli inferi hai fatto risalire l’anima mia”), ma tanti uomini purtroppo non conoscono la grazia questa salvezza, perché non sempre si trovano le risorse interiori per uscirsene bene dalla sofferenza causata dal peccato.

Questa lotta senza dubbio ha sede nel cuore! Il Vangelo insegna: “entrate per la porta stretta; poiché spaziosa è la porta e larga la via che conduce alla perdizione; e molti sono quelli che vi si incamminano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono quelli che la trovano!” (Mt 7, 13-14). Secondo Enzo Bianchi, Priore di Bose, “a questa lotta occorre esercitarsi: bisogna anzitutto saper discernere le proprie tendenze di peccato, le proprie fragilità, le negatività che ci segnano in modo particolare, quindi chiamarle per nome, assumerle e non rimuoverle, e infine immettersi nella lunga e faticosa lotta volta a far regnare in sé la Parola e la volontà di Dio! […] E’ grazie ad essa che la fede diviene fede che rimane, perseveranza. E’ grazie ad essa che l’amore viene purificato e ordinato”.

Tags: , ,


Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna Su ↑