Perché c’è ancora bisogno di “Insieme”
Per la 600. volta Insieme è uscito dalla tipografia per varcare la soglia della tua parrocchia. Da quel numero zero dell’8 dicembre del 1984 a oggi è cambiato il panorama dell’informazione.
Alcuni mezzi (pensiamo alle radio locali, ai periodici) sono stati confinati in spazi sempre più ristretti dalla tecnologia e dalla storia, altri si sono affacciati con sempre maggiore forza. “Insieme” continua a preferire lo strumento della carta stampata, ha perso per strada la sorella “Radio Insieme” (ma oggi nell’etere ci sono emittenti come “Radio Karis” e “Radio Don Bosco”) e, ultimamente, il sito internet, la pagina “Facebook”, “Tweeter” ci consentono di ampliare i contenuti del giornale, offrendoli anche agli emigranti e a quanti hanno voglia di confrontarsi con la nostra realtà da ogni parte del mondo.
C’è ancora bisogno di questo periodico, oppure se ne potrebbe anche fare a meno? A questa domanda si può rispondere con un altro interrogativo: oggi i cittadini ragusani sono più o meno informati di quel che accade nella realtà che li circonda rispetto al 1984? La risposta è che, nonostante le decine di siti internet di informazione locale (lo scorso anno ne sono stati censiti 29 ma nel frattempo qualcun altro si è aggiunto), le tv che trasmettono i loro notiziari e le rubriche di approfondimento, oggi i ragusani conoscano meno di allora ciò che accade attorno a loro. Si tratta di un’impressione che, tuttavia, è facile ritenere non lontana dalla realtà. Internet ha infatti ampliato il numero dei canali ma sembra non riuscire a informare il cittadino. Sul web si parla per slogan, si conducono battaglie spesso fini a se stesse se non addirittura pericolose, si “fa il tifo” a colpi di “Mi piace” come allo stadio. In questa babele di opinioni e di forzature, non è facile capire cosa cambi attorno a noi, come possiamo essere cittadini protagonisti della nostra realtà.
Conoscere la realtà, portarla nelle case di chi abitualmente non compra il giornale, non si sintonizza sulle tv locali o non è pratico delle nuove tecnologie, è stata la spinta che ci ha indotto a decidere di sperimentare la diffusione gratuita del giornale. In questo modo vogliamo dare a tutti, ma proprio a tutti, la possibilità di poter comprendere cosa accade nel nostro territorio e, magari, provare a capire verso quale direzione vada la storia. Non è semplice ed è anche una scelta controcorrente rispetto al panorama dell’informazione che, ormai, si rivolge solo a nicchie di lettori o di telespettatori, lasciando fuori dal circuito delle notizie la maggior parte dei cittadini.
“Insieme” si inserisce, però, a pieno titolo, nel grande filone della stampa cattolica e popolare che è sicuramente un patrimonio di questo Paese.
Il numero 600 è quindi l’occasione per ringraziare quanti hanno in questi anni messo a disposizione tempo, energie, passione, professionalità contribuendo alla realizzazione del giornale in tutte le sue fasi: dalla scrittura, all’impaginazione, alla stampa, alla distribuzione. È anche naturalmente l’occasione per guardare avanti e rinnovare un patto con i lettori e con tutti i cittadini. Un orizzonte inevitabile per una testata che si chiama “Insieme”.
