Società

Pubblicato il 10 Maggio 2016 | di Luca Farruggio

” Costruiamo saperi ” e la formazione all’autoimprenditorialità

Il progetto della Diocesi di Ragusa, “ Costruiamo saperi ”, sta diventando una realtà lavorativa sempre più concreta e unica. Tutto ciò sta avvenendo anche grazie all’impegno degli enti partner (Architetti senza frontiere, Confcooperative Sicilia e Uniti senza frontiere), alla professionalità dei tutor e alla serietà dei partecipanti al progetto. Costruiamo Saperi, infatti, coinvolge, in un’esperienza di formazione-lavoro, 25 cittadini stranieri presenti sul territorio.

I lavori si svolgono in Contrada Magnì e l’obiettivo non è solo quello di formare nel miglior modo possibile dei lavoratori in diversi settori (agricoltura, edilizia e falegnameria), ma è anche quello della costituzione di una o due cooperative autonome in dialogo costante con il centro storico cittadino (grazie ai due locali, denominati “Botteghe dei saperi”, che la Diocesi ha messo a disposizione per il progetto).

Proprio per questi motivi, giorno 9 Maggio, presso la sede di Confcooperative Sicilia, si è svolto il primo incontro per illustrare ai beneficiari del progetto il corso di formazione e accompagnamento all’autoimprenditorialità. Un corso di 90 ore in cui, come hanno detto Gianni Gulino e Giusy Cavallo di Confcooperative, saranno spiegati con chiarezza e trasparenza tutti i passaggi necessari per creare una cooperativa, il suo statuto, le sue regole e i suoi obiettivi.

Domenico Leggio, direttore della Caritas e responsabile dei lavori per il progetto, ha illustrato insieme alle operatrici Caritas Jenny Campagnolo e Adriana Cannizzaro le aspettative dei beneficiari e i buoni risultati – sia umani che lavorativi – ottenuti finora. Ne è emerso il quadro di un bel gruppo coeso e molto volenteroso, che fa ben sperare nel raggiungimento degli obiettivi di progetto e nella creazione di un modello replicabile in questo o in altri territori.


Autore

Luca Farruggio

(Catania 1984). Filosofo e poeta, si è laureato al San Raffaele di Milano nel 2011. È allievo di Massimo Cacciari ed Enzo Bianchi. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bugie estatiche (Il Filo 2006, prefazione di Manlio Sgalambro) e Del pessimismo teologico (Il Prato 2017, prefazione di Giuseppe Girgenti). Si guadagna da vivere insegnando in Veneto e ogni tanto, come pubblicista, dice la sua dove gli capita.



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