Società

Pubblicato il 26 aprile 2018 | di Carmelo La Porta

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Un po’ di Ragusa anche a Karewa

Al progetto ha aderito anche la Diocesi donando cento banchi e altri arredi che aiutano i bambini di un piccolo villaggio della Savana a poter studiare.

Un’altra missione di solidarietà è andata a buon fine. Dalla Sicilia all’Africa i confini si sono ristretti grazie all’energia di Giuseppe Cugno Garrano, già dirigente dell’istituto “Mariele Ventre” di Ragusa e direttore dell’ufficio Insegnamento della religione cattolica della Diocesi e oggi animatore e presidente dell’associazione “Aiutiamoli a crescere”, nata qualche mese fa con lo scopo di promuovere l’istruzione scolastica per i bambini nelle “periferie esistenziali”, come direbbe Papa Francesco, siano esse in terre lontane, siano dalle nostre parti.

Così l’idea di dotare di aule per lo studio i piccoli bambini dei villaggi più poveri del Camerun diventa realtà. Questa volta è il villaggio di Karewa situato in piena Savana ad avere in dono dalla generosità degli iblei una nuova aula per l’Ecole Publique Primarie de Karewa (il francese è la lingua ufficiale).

Tutti i passaggi per far arrivare i fondi a destinazione hanno un riferimento preciso: Carlo Rizzotti si è fatto carico dell’ospitalità del preside Cugno e il socio “estero” dell’associazione, Daouda Vandi, si occupa di gestire in loco i fondi inviati, acquistando il materiale edile occorrente per la costruzione della scuola. «Nulla è affidato al caso e i rendiconti devono essere precisi – tiene a precisare Cugno – e per questa ragione che sono andato a verificare lo stato dell’arte dei lavori».

A raccontarlo, il viaggio sembra breve ma da qui a al villaggio di Karewa occorrono tre giorni, tra scali aerei (Catania-Roma-Douala-Garoua) e percorsi in jeep, con temperature tra i 35 e i 42 gradi, attraverso la savana fino al villaggio, «dove la calorosa accoglienza di bambini e insegnanti – racconta Cugno – mi fa dimenticare le fatiche del viaggio ed il caldo torrido».

All’arrivo i lavori finanziati dalla solidarietà sono a buon punto e i tempi di progettazione rispettati: l’aula da inaugurare è quasi finita, ma mancano ancora porte e finestre e alcune rifinizioni importanti che ci impegneranno ancora per due settimane intere. Per gli acquisti si va dal villaggio di Karewa alla vicina città di Garoua. «Durante i quasi quotidiani viaggi – ricorda Cugno – ci capitava spesso di dare il passaggio a tanti bambini che, a piedi, raggiungevano la scuola. I più lontani partivano anche alle sei del mattino, soli e senza scarpe; i più fortunati erano provvisti di ciabatte infradito. Tutti i bambini erano sempre sorridenti e con una incredibile voglia d’imparare! Niente libri e quaderni ma solo una lavagnetta portatile e gessetti bianchi. Scrivere e cancellare, riscrivere e ricancellare (anche con i gomiti); è così che la maggior parte degli alunni apprende le “cose di scuola”. Ogni tanto, qualche ispettore governativo porta del materiale didattico (penne, matite e piccoli quaderni) non bastevole per tutto l’anno scolastico».

Per la realizzazione dell’aula ha partecipato anche la comunità del villaggio di Karewa, sotto la guida del capo villaggio e degli anziani, perché ciascuno possa sentire propria la nuova struttura.

Per la cronaca, l’inaugurazione della nuova aula è avvenuta il 23 febbraio 2018 e come per le grandi occasioni si inizia con gli inni nazionali del Camerun e dell’Italia. «Sentir cantare il nostro inno ai bambini camerunensi – racconta con un filo di commozione il preside – è stata un’emozione straordinaria! Si prosegue con i discorsi di rito e poi grande festa! Canti e danze dei bambini. Balli tradizionali che hanno coinvolto tutta la popolazione e… anche me!».

Già, perché tanta festa solo per inaugurare un’aula? Perché per questi bambini una scuola nuova è l’unica ricchezza che possono possedere per emanciparsi dalla loro povertà! Sentimenti che noi del “primo mondo” abbiamo smarrito.

Al progetto per la realizzazione dell’aula hanno partecipato diversi enti: la Diocesi di Ragusa ha fornito cento banchi e altri arredi scolastici, oltre a porte e finestre; la società Argo Software di Ragusa ha fornito borsette, tablet, penne e pen drive che sono stati messi a sorteggio nelle scuole della provincia per la raccolta di fondi; le scuole, che hanno aderito all’iniziativa, la direzione didattica “Mariele Ventre” e l’istituto comprensivo “Vann’Antò” di Ragusa, l’istituto comprensivo “Psaumide” di Santa Croce Camerina, l’istituto comprensivo “Leonardo da Vinci” di Ispica, a cui si aggiungono le donazioni dei privati. I musicisti Roberto Barni, Salvo e Peppe Scucces e Dino Piccinno hanno dato vita ad uno spettacolo musicale per la raccolta dei fondi.

Fatta questa, pronti per la prossima realizzazione: la costruzione di un intero plesso di scuola materna nel villaggio di Lainde Karewa, con i fondi donati dalla ditta Argo Software.

L’inaugurazione di tale scuola è prevista per il prossimo febbraio 2019 e con la direzione italiana del preside Cugno, le scadenze saranno rispettate e già si prepara al prossimo viaggio. Ancora una volta in Africa!

Qui il resoconto della serata conclusiva della raccolta fondi, che ha visto protagonisti i ragazzi delle classi IV e V della Mariele Ventre, della Paolo Vetri e della Palazzello.

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Autore

Carmelo La Porta

Direttore dell'Ufficio Diocesano per l'insegnamento della Religione. Ha insegnato religione cattolica presso diversi istituti della città e attualmente presso l'I.I.S. "Galileo Ferraris" di Ragusa. E' docente di Teologia Morale presso la Scuola Teologica di Base della Diocesi di Ragusa e componente del direttivo della stessa scuola.



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