Vita Cristiana

Pubblicato il 25 giugno 2018 | di Alessandro Bongiorno

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“Siamo qui” verso il Sinodo dei Giovani

In cammino verso il Sinodo dei Giovani di ottobre. Da mille strade diverse verso Roma. Incontro al Papa. Saranno tanti (almeno 50) i giovani della Diocesi di Ragusa che parteciperanno all’iniziativa ‘‘Siamo qui’’, promossa dalla Chiesa italiana attraverso il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, che avrà come fulcro l’incontro con il Papa a Roma l’11 e il 12 agosto.

Sarà un vero e proprio pellegrinaggio nel corso del quale si potranno mettere a fuoco le riflessioni che animeranno il Sinodo che avrà come tema ‘‘Giovani, fede e discernimento vocazionale’’. Da Ragusa la partenza è prevista in pullman il 5 agosto. Poi i giovani ragusani, con in testa don Graziano Martorana, arriveranno a Viterbo e percorreranno la via francigena: quasi 100 chilometri in quattro tappe con lo zaino in spalla. Saranno accolti nella parrocchia Santa Maria della Grotticella e poi via alle tappe di Vetralla, Bassano Romano, Campagnano di Roma, La Storta. Molti i luoghi significativi che saranno attraversati: Capranica, Monastero Benedettino di Bassano Romano, Parco del Veio e Cascate del Monte Gelato, chiesa della Madonna del Sorbo. L’11 al Circo Massimo l’evento più atteso: l’incontro con il Papa che sarà seguito da un grande concerto e dalla notte bianca per le vie di Roma. Il giorno successivo, la messa in piazza San Pietro, presieduta sempre da Papa Francesco.

«In questo pellegrinaggio – ha ricordato padre Graziano Martorana, responsabile dell’ufficio di pastorale giovanile, in un’intervista a Radio Karis – vivremo l’esperienza del fare strada insieme, un’esperienza di comunità. Cammineremo con lo spirito di chi vuol tenere la porta aperta per capire, attraverso il discernimento, cosa fare della nostra vita. Il Papa ci invita a leggere la presenza di Dio nella nostra vita e vuole che i giovani siano protagonisti della nostra realtà»

Nello zaino i partecipanti metteranno anche i suggerimenti arrivati dal vescovo ausiliare di Perugia, monsignor Paolo Giulietti, che ha provato a definire il pellegrinaggio, con il tentativo di cambiare qualcosa a partire da se stessi. Ma come accade il cambiamento? Monsignor Giulietti cita sette ingredienti: il distacco (entrare in uno spazio diverso da quello del quotidiano), la fatica (una prova che fa parte dell’esperienza e tira fuori il peggio ma anche il meglio di ognuno), la solitudine (è indispensabile restare soli con se stessi), gli altri (nel cammino ci si accorge di avere bisogno degli altri che diventano presenza amica), la meraviglia (finalmente c’è il tempo per guardare con stupore), la tradizione (si cammina nel solco di una tradizione che diventa partecipi), la preghiera (ogni cammino veicola un messaggio religioso e il riferimento al mistero, bisogna aiutare i giovani a riconoscere la presenza di Dio nella vita).

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Autore

Alessandro Bongiorno

Giornalista, redattore della Gazzetta del Sud e condirettore di Insieme. Già presidente del gruppo Fuci di Ragusa, è laureato in Scienze politiche.



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