Quando il canto diventa preghiera non ha bisogno di protagonismi
Il canto favorisce la preghiera e rappresenta uno strumento al servizio della nuova evangelizzazione. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti al terzo convegno internazionale delle corali, esortandoli ad essere sempre vicini alle persone «nei momenti di gioia e nella tristezza» e a non cadere nella tentazione del protagonismo. «Non cadete nella tentazione – ha detto il Papa – di un protagonismo che offusca il vostro impegno, e umilia la partecipazione attiva del popolo alla preghiera. Per favore non fate la “prima donna”. Siate animatori del canto di tutta l’assemblea e non sostituitevi a essa, privando il popolo di Dio di cantare con voi e di dare testimonianza di una preghiera ecclesiale e comunitaria. A volte mi rattristo quando, in alcune cerimonie, si canta tanto bene ma la gente non può cantare quelle cose…».
La musica deve essere uno «strumento di unità» per rendere «efficace» il Vangelo nel mondo di oggi, «attraverso la bellezza che ancora affascina e rende possibile credere affidandosi all’amore del Padre». Il canto diventa quindi «una melodia che favorisce la preghiera e la celebrazione liturgica».
