Società

Pubblicato il 1 Aprile 2019 | di Redazione

Gli adolescenti tra fragilità e spavalderia. Come dare sostegno ai ragazzi di oggi

La ribellione adolescenziale rappresenta nella vita familiare un momento di crisi e di cambiamento. Esattamente due secoli fa un adolescente pronunziò queste parole: “Non ho voluto più tardare a incaricarmi della mia sorte. Voglio piuttosto essere infelice che piccolo”. Era il giovane Giacomo Leopardi che scriveva al padre Monaldo, dopo una delle sue fughe da Recanati. Il giovane adolescente di tutti i tempi crescendo fugge, si differenzia.

Questo fenomeno sembra assumere nella nostra società caratteri difformi rispetto a quello da sempre descritto e studiato da sociologi o studiosi in genere. L’adolescente della modernità liquida non corrisponde al ritratto da sempre tracciato, ma è frutto dei mutamenti della società all’interno della quale vive e agisce.

Si tratta di un vero e proprio identikit quello che traccia Gustavo Pietropolli Charmet in “Fragile e spavaldo”. L’adolescente si mostra come un coacervo di fragilità e spavalderia. La fragilità non è da intendersi nel senso patologico del termine, ma per sottolineare l’ambigua situazione in cui si trova l’adolescente che non è più sostenuto da leggi morali, ma schiacciato da ingiunzioni che gli prescrivono di essere bello, prestante e accattivante. Al contempo l’adolescente si dimostra spavaldo. Spavaldo perché non riconosce nessun ruolo sociale all’adulto e alcun significato simbolico. Se gli adulti vogliono essere rispettati è importante che facciano qualcosa per meritarsi questo rispetto, in caso contrario non otterranno la stima e la confidenza degli spavaldi. Ad ogni modo l’adolescente non si dimostra aggressivo, è indifferente per la realtà sociale e istituzionale, la considera poco. La spavalderia è un affetto difficile da gestire. Gli adulti non possono far altro che assistere amorevoli e aspettare che l’audacia adolescenziale si trasformi in prudenza adulta. Lo scarso attaccamento alle istituzioni, una notevole disaffezione verso la politica e la realtà presenta come rovescio della medaglia un attaccamento viscerale alla famiglia. Un sempre più tardivo distacco dal nido familiare comporta una mancata consapevolezza del bene comune e collettivo e un conseguente isolamento nel proprio individualismo. Un adolescente, orfano di futuro e di prospettive, vive in un eterno presente, incapace di sognare e di pianificare un futuro che appare sempre più come minaccia.

Le famiglie, dunque, sono chiamate ad accogliere il ciclone adolescenza nel suo moderno dispiegarsi. Il figlio dunque va visto, riconosciuto. La coppia genitoriale è spesso schiacciata da ansia protettiva ogni volta che i loro figli affrontano un ostacolo, una competizione. I genitori possono promuovere nei loro figli autonomia, competenza. Bisognerebbe garantire l’autonomia dei ragazzi, far sentire loro di essere in grado di poter risolvere i propri problemi e responsabili delle proprie azioni. Il sostegno degli adulti dovrebbe tradursi sotto sotto forma di tempo a loro dedicato, di affetto e di attenzioni che aiuta i ragazzi a interiorizzare le idee e i valori dei loro genitori premurosi.

Donatella Ventura

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"Insieme" esce col n° 0 l'8 dicembre del 1984. Da allora la redazione è stata la "casa di formazione" per tanti giovani che hanno collaborato con passione ed impegno.



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