Vita Cristiana

Pubblicato il 17 Aprile 2019 | di Alessia Giaquinta

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Triduo pasquale a Monterosso Almo: tradizione e fede attorno alla Croce

Tutto tace. Alle 15 del Venerdì Santo si sente solo il vocio di uomini, donne e bambini che – rispettato il digiuno – si recano in chiesa per le celebrazioni.

Il crocifisso è coperto da tre teli che vengono, via via, spostati fino a mostrare quel simbolo di dolore, e salvezza al tempo stesso, che è la croce di Cristo. In silenzio, accompagnato da marce funebri, da lamenti in siciliano e dal Miserere, il ligneo crocifisso viene portato, a spalla dai fedeli, per le vie del paese fino a sera. I bambini osservano curiosi, mai spaventati, perché a Monterosso Almo sin dalla tenera età ci si abitua a vivere la fede anche nella dimensione folcloristica e tradizionale.

Il Venerdì Santo, in particolare, rappresenta per la cittadina iblea, un momento molto forte da vivere intensamente fino all’ultimo quando, deposto Gesù dalla croce, lo sia adagia sul cataletto (un’urna arricchita con veli ed eleganti decori). Ancora una volta, il Cristo nel cataletto attraversa le vie principali di Monterosso fino al momento in cui viene deposto ai piedi della Madre, l’Addolorata, per l’occasione coperta con un manto nero. In questo momento conclusivo del Venerdì Santo, si ritorna a casa in atteggiamento pio e contemplativo meditando le Sette Parole di Cristo in Croce ampiamente commentate da un predicatore tra una processione e l’altra.

Il sabato è il tempo dell’attesa, dei preparativi, della speranza. Saranno le campane a festa della Domenica di Pasqua a dare compimento, senso alla croce, al dolore della morte. Ancora una processione, quella del “Re da’ Loria”, percorre le stesse vie che, qualche giorno prima aveva percorso la Croce. La gente è in festa. Ci si veste elegantemente. I bambini corrono per le strade e mimano i suoni della banda musicale che esegue marce trionfanti. Le case profumano di buono: agnello pasquale, impanate di carne, cassate, dolci e pietanze varie non possono mancare a tavola.

È Pasqua e anche la tradizione, nelle sue innumerevoli forme, aiuta a riscoprire il meraviglioso Mistero d’amore di Dio che ha illuminato le tenebre donandoci la viva speranza di Risorgere anche noi, un giorno, come Lui! Alleluja!

 

 

 

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Autore

Alessia Giaquinta

Conseguita la maturità Classica, frequenta il corso di Laurea in Filosofia presso l’Università degli studi di Messina. Ha collaborato e collabora con testate giornalistiche online. Ha al suo attivo numerose ed importanti esperienze teatrali ed organizza Laboratori Teatrali per bambini. Promotrice di eventi culturali, è stata anche membro di gestione della Biblioteca Comunale di Monterosso Almo (RG), ove risiede. Ha svolto il Servizio Civile presso un centro per disabili e riveste il ruolo di educatrice dei giovanissimi presso la sua parrocchia di appartenenza.



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