Società

Pubblicato il 9 Settembre 2019 | di Agenzia Sir

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Vacanze finite, si torna di nuovo a scuola. Un momento di responsabilità condivisa

Scuola, dopo la pausa estiva si riparte, anche se in realtà il mondo dell’istruzione non è stato proprio fermo al mare, durate il sole d’agosto. Certo però che il senso della ripartenza è forte soprattutto per gli studenti e le famiglie: ci sono urgenze pressanti come quella di riorganizzare le giornate di piccoli e grandi studenti (dai trasporti all’accudimento, quando i genitori lavorano), predisporre materiali e libri di testo (quanti hanno già tutte le dotazioni a disposizione?), motivare – già, non è solo un compito della scuola – piccoli e grandi ad affrontare un percorso che ad alcuni sembra lunghissimo e pieno di insidie.

L’esperienza racconta che è davvero così per una discreta percentuale di ragazzi, che durante l’anno si “perdono” e vanno ad ingrossare quella gran massa di cosiddetti Neet (quelli, in buona sostanza, che non studiano e non lavorano) che aleggia come un incubo sul sistema di istruzione, a ricordarne le imperfezioni. C’è una partenza nuova, quest’anno, anche per molti dirigenti scolastici, vincitori di concorso, che si trovano a gestire plessi grandi e piccoli e che – prima ancora che con le strutture – dovranno misurarsi con le persone che li abitano: il personale docente e non docente e soprattutto loro, gli studenti (e le famiglie di provenienza).

È un mestiere difficile quello del dirigente, tirato per la giacca da molte direzioni, costretto da normative innumerevoli e spesso abbandonato come in una piazza dalla quale si dipartono tante strade diverse, cercando l’interpretazione giusta e la decisione efficace per problematiche che spesso non hanno una soluzione unica o sempre uguale. Curiosamente, finisce che proprio il dirigente scolastico – cioè il “capo” di una istituzione che ha nella collegialità una delle sue dimensioni prevalenti – si senta come”un uomo solo al comando”, con la fatica di costruirsi uno staff adeguato, di avviare i processi di ascolto e di coinvolgimento di tutti i collaboratori che invece potrebbero essere vincenti. Non è facile, infatti, lavorare insieme.

Ma una lettera che circola sul web in questi giorni  proprio di un aspirante dirigente scolastico, ricorda come l’ascolto e la convinzione pratica di trovarsi a condividere problemi e processi con professionisti (i docenti anzitutto), da valorizzare nelle loro diversità, è una caratteristica di successo dell’azione scolastica. Ecco, nel momento della ripartenza delle scuole forse questo è un pensiero decisivo: i giorni, i mesi che attendono la comunità scolastica, sono per tutti (dai dirigenti a tutto il personale, ad alunni e famiglie) – e per ciascuno a seconda delle proprie caratteristiche – un tempo (bello) di responsabilità condivisa.

Alberto Campoleoni

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